TURTLE SURVIVAL ALLIANCE arriva in Europa

TARTAWEB è lieto di presentarla ed aiutarla

La Turtle Survival Alliance è il braccio operativo del Tortoise and Freshwater Turtles Specialist Group dell’IUCN, la commissione scientifica che, tra le altre cose, compila ed aggiorna annualmente la Red List of Endangered Species.
E’ nata nel 2001, inizialmente in risposta alla Crisi delle Tartarughe Asiatiche, ovvero la raccolta e lo sterminio di milioni di esemplari, in Cina e nel Sud-Est asiatico, per i mercati alimentare e della medicina tradizionale: un processo che sta ancora, di fatto, cancellando intere specie. La Mission della TSA è tanto semplice quanto di difficile attuazione: evitare che, nel XXI Secolo, anche una sola specie di tartaruga si estingua.

 

Nei primi anni, la TSA ha operato principalmente formando gruppi riproduttivi in cattività (Assurance Colonies), con lo scopo di salvaguardare la specie nel caso la popolazione selvatica fosse stata completamente sradicata. I calcoli mostrano infatti che, se il gruppo fondatore è scelto con attenzione, bastano – idealmente – 1000 esemplari, adeguatamente incrociati, per “traghettare” il 90% del patrimonio genetico in avanti di un periodo sostanzialmente indefinito. Gli animali fondatori delle Assurance Colonies provengono tutti da sequestri e/o allevatori privati ed Istituzioni, quindi senza alcun impatto sulle popolazioni wild residue. Nell’ambito del progetto, i Partner TSA ricevono in gestione tartarughe dell’Associazione, mantenendo poi il 50% della prole.
La politica delle Assurance Colonies ha dimostrato di funzionare, sia negli Stati Uniti, sia nel nostro continente, dove la TSA lavora in coordinamento con la European Studbook Foundation. In Italia, dove le Autorità considerano ancora l’allevamento privato (anche quello, chiamiamolo così, “di alto profilo”) più un problema che una risorsa, le difficoltà non mancano, specie in un momento nebuloso – da un punto di vista dell’attuazione normativa – come questo. L’obiettivo è quello di arrivare rapidamente a normalizzare la situazione italiana: processo subordinato alla fine della bagarre creata dalle norme sull’allevamento delle Testudo.
Le Assurance Colonies hanno costituito la base del lavoro della TSA nei primi anni, e tuttora vengono considerate la misura più efficace nei casi davvero difficili; ma, di pari passo con la crescita del supporto da parte dei Soci e delle Istituzioni – ed il conseguente aumento del budget annuale -, l’enfasi si è spostata sui progetti di conservazione in situ, che riteniamo comunque la migliore garanzia per la sopravvivenza delle specie sul periodo medio-lungo. In particolare, l’Associazione finanzia progetti in cui la leadership sia affidata a scienziati locali, con il massimo coinvolgimento delle popolazioni residenti: non c’è modo migliore per fermare – o almeno rallentare – le situazioni di sfruttamento costante che tanto incidono sulle popolazioni wild.
Un altro punto fermo della nostra politica è il recupero degli animali sottratti al traffico illegale, che troppo spesso vengono “dimenticati” (in Europa), o addirittura soppressi (in Africa ed in Asia) dalle stesse Forze dell’Ordine, che considerano esaurito il proprio compito con il sequestro. Recuperare la totalità di queste risorse importantissime basterebbe a garantire il sostentamento delle Assurance Colonies di molte specie importanti, come dimostrato nel primo progetto italiano della TSA, ovvero il trasferimento di 140 Testudo kleinmanni – sequestrate nel 2005 – verso 11 strutture EAZA in sette paesi europei. Nonostante i problemi creati dai tempi di reazione geologici della Magistratura prima, e della CITES poi, il progetto è andato a buon fine, creando un precedente per l’Italia che non deve e non può essere ignorato.
Con quali idee, e con quali prospettive, questa Associazione arriva in Europa? Anzitutto c’è da dire che la situazione delle autoctone europee, pur non facile, è relativamente stabile, e lontana da un punto di crisi; quindi gli interventi in situ, nel vecchio continente, sono limitati. La situazione è ben diversa se si considerano, come area di responsabilità della TSA – Europe, il bacino mediterraneo e parte del Medio Oriente: oltre a T.kleinmanni, infatti, ci sono delle criticità evidenti, come la popolazione mediterranea di Trionyx triunguis, o probabili (in mancanza di dati certi), come alcune sottospecie di T.graeca, o il Rafetus euphraticus.
Le sfide che attendono la TSA – Europe riguardano quindi, in primo luogo, l’approfondimento della situazione effettiva delle tartarughe dell’area interessata, soprattutto a livello genetico: nessuno come noi crede nell’allevamento come risorsa per la conservazione; ma, allo stesso tempo, non possiamo appoggiare i ragionamenti semplicistici che eguagliano automaticamente l’ampia presenza – ad esempio – di Testudo nei giardini italiani, ad un antidoto di pronto impiego per rimpinguare le popolazioni wild. La reintroduzione è un processo di estrema delicatezza che, se non è portato avanti con attenzione e competenza, causa danni maggiori di quelli che cerca di curare.
D’altro canto, la passione e la competenza degli studiosi e degli allevatori europei stanno già dimostrando di poter produrre risultati di eccellenza, quali la mappatura genetica completa delle Cuora, che sta permettendo scambi tra allevatori privati ed Istituzioni tali da salvaguardare efficacemente una delle famiglie sottoposte a maggiore pressione nei paesi d’origine.
La Turtle Survival Alliance si presenta quindi in Europa con una serie di progetti, conclusi o ancora in corso, che mantengono il livello sempre tenuto dall’Associazione sin dai primi passi. Iscriversi non è un’alternativa all’appartenenza ad altri club, ma piuttosto una conferma della propria passione, con particolare interesse all’allevamento come forma di salvaguardia.
Non aspettatevi cappellini, magliette o altri gadget assortiti: le quote associative e le donazioni dei Soci sono ciò che permette alle Task Force della TSA di operare con successo ovunque ci sia una popolazione di tartarughe in difficoltà, e di finanziare i progetti di ricerca.
I Soci TSA sono aggiornati continuamente grazie alla Newsletter elettronica, e ricevono la Newsletter cartacea che, annualmente, riassume le attività dell’Associazione.
Iscriversi alla Turtle Survival Alliance significa passare dalle parole ai fatti; dal dire: “Sono una persona che ama le tartarughe, e vuole evitare che molte specie vadano perdute” al dare un supporto
attivo, efficace e soprattutto indispensabile all’Associazione che, dal 2001, è in primissima linea in tutto il mondo, ovunque sia necessario, nella Conservazione delle Tartarughe.

 

di Alessandro Fornetti*

Per l’iscrizione annuale alla TSA – Europe basta una donazione di almeno 40€. Contattateci all’indirizzo email alenf@libero.it .

* IUCN/TFTSG – TSA Europe vice-chair

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.