SCUD

(Septicemic Cutaneous Ulcerate Disease)

 

La Septicemic Cuteneous Ulcerative Disease, comunemente abbreviata in SCUD, è una malattia infettiva che si presenta, inizialmente con micropuntini, poi sotto forma di lesioni ulcerative del piastrone e della carapace.

Le cause di questa patologia sono imputabili a vari fattori: un’azione combinata di diversi ceppi di batteri tra i quali citiamo i Citrobacter freundii, Serratia anolium, Beneckea chitonovora e altri batteri gram negativi; scarse condizioni igienico / ambientali (per esempio in caso di tartarughe acquatiche un’acqua poco pulita); cattiva alimentazione ricca soprattutto di gammarus essiccati che spesso, allevatori poco esperti, somministrano alla tartaruga pensando di fornirle un giusto pasto adeguato, ricco di sostanze nutritive a lei necessarie per una crescita corretta; ma di fatto non è così.
Ecco perché, in merito a quest’ultima causa, è molto importante informarsi sulla corretta alimentazione per ogni singola specie che si alleva.
Queste lesioni ulcerative, provocano delle vere e proprie abrasioni sulla corazza del nostro animale.
Sono macchie rosse che andranno ad intaccare la cute dell’animale, trasformandosi in casi più gravi in setticemia; possono apparire, durante tutto il processo d’infezione, anche macchie biancastre (pus solido), che rendono il piastrone molto poroso, come un tessuto morto che si sgretola.

La tartaruga diventa così inappetente, presenta segni di torpore e letargia, ridotto tono muscolare e perdita di peso; in alcuni casi anche la perdita degli artigli. Se non si interviene in tempi adeguati e non si prestano le cure necessarie, può anche verificarsi la morte.

 

Appena ci si accorge della presenza delle macchie, è necessario isolare la nostra tartaruga dagli altri esemplari (se ce ne sono); si può curare localmente con delle pomate, ma essendo una malattia ulcerosa che se trascurata intacca gli organi interni, è essenziale contattare un veterinario, possibilmente esperto in rettili, che provvederà ad asportare il tessuto necrotico per identificare il tipo di infezione batterica.
Ecco di solito, come appare dopo l’intervento: si vede chiaramente il tessuto rosa vivo.

Una volta definita la diagnosi e quindi la cura da applicare, la tartaruga deve essere tenuta all’asciutto, in un ambiente pulito e ogni tre / quattro ore circa nebulizzarla con dell’acqua, per evitare la disidratazione, lasciando quindi anche un panno umido all’interno della vasca. Oltre agli antibiotici specifici, sulla parte locale della ferita viene applicata una pomata idonea e fissata con una mini lastra da radiografia e successivamente bendata.

Una mini lastra da radiografia è utile per la tenuta della pomata antibiotica

Qui sopra la tartaruga dopo l’intervento accuratamente bendata

 

 

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