Testudo marginata

 

Classificazione
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Reptilia
Ordine: Testudines
Sottordine: Cryptodira
Superfamiglia: Testudinoidea
Famiglia: Testudinidae
Genere: Testudo
Specie: Testudo marginata
Sottospecie
Testudo marginata marginata,
Testudo marginata weissingeri (nel 1996 quest'ultima è stata elevata a livello di specie)

Caratteristiche
Testudo marginata è la tartaruga di più grandi dimensioni tra quelle del genere Testudo, può raggiungere in casi eccezionali i 39 - 40 cm. di piastrone, di norma però non supera i 35cm. Si rileva, comunque, una forte variabilità nelle dimensioni tra le varie popolazioni di questa specie, dai "giganti" della Sardegna ai "nani" del Peloponneso (T. m. weissingeri, con la sua lunghezza media del carapace di 21,5 - 26 cm. )

La caratteristica principale di T. marginata è l'ampia svasatura a forma di ventaglio del margine posteriore del carapace ( chiamata anche gonnellina), molto più pronunciata nei maschi e non presente nei soggetti giovani, che permette di identificarla con facilità. Il carapace è molto scuro, nero o bruno. Il piastrone è molto chiaro, giallastro; su ogni scudo è presente una caratteristica macchia nera a forma di triangolo. La testa è molto scura, quasi nera, come pure la pelle e le zampe che presentano delle robuste squame.
I giovani hanno una colorazione più chiara, abbastanza variabile, Sono comunque facilmente riconoscibili fin dalla nascita per il tipico disegno a triangoli del piastrone.

Piastrone di baby marginata

 

Distribuzione geografica
T. marginata è diffusa nella Grecia centrale e meridionale; in Albania e in Italia è stata anticamente introdotta dall'uomo, specialmente in Toscana, Emilia Romagna, Calabria e Sardegna.
T. m. weissingeri, occupa una porzione di territorio molto limitato nella parte centrale del Peloponneso.

Cenni storici
Le prime introduzioni in Italia risalgono a prima dell'Impero Romano e vengono attribuite a Fenici, Greci, Etruschi e successivamente anche agli antichi Romani. Ma è sopratutto nei secoli XVII, XVIII e XIX che Testudo marginata viene massicciamente importata per fini alimentari.

Habitat
In Italia è rappresentato dalla macchia mediterranea (Sardegna e Toscana), da zone collinari e boschive e campi coltivati.
In Sardegna sembra non spingersi oltre i 400 - 600 metri di altitudine.
In Grecia, è presente negli altopiani della bassa e media montagna.
Non disdegna avvicinarsi al mare, frequentando le zone costiere e dune sabbiose.
In Albania è stata rinvenuta in ambienti rocciosi ricchi di arbusti e piante in valli ricche di densa vegetazione..

Clima
Clima tipicamente mediterraneo, con estati calde e aride e inverni moderatamente freddi e umidi.

Alimentazione
La dieta di Testudo marginata è prevalentemente vegetariana ricca di fibre, minerali, vitamine e calcio, che ricava da erbe selvatiche quali tarassaco, piantaggine, malva, germogli di gramigna, trifoglio e molte altre foglie, fiori e piante selvatiche che crescono spontaneamente. Si può inoltre arricchire la sua dieta in cattività con: cicoria, radicchio, indivia, riccia. Una volta al mese si può somministrare frutta: mela, pera, fragole, melone, pesche, albicocche, susine. La frutta comunque non deve superare il 5% della dieta, così come gli ortaggi quali pomodoro o carota. Teniamo sempre a mente che la quantità eccessiva di frutta è causa gravi disordini intestinali. Gli alimenti che compongono la loro dieta contengono circa l'80 % di acqua; è comunque buona norma non far mancare loro una vaschetta bassa con acqua sempre fresca e pulita.

Da evitare qualunque alimento contenente proteine animali, carboidrati (pane, pasta, ecc.), il latte e i suoi derivati, riso, legumi, banane e agrumi.
Altre informazioni utili per alimentare correttamente le vostre tartarughe, per riconoscere e distinguere le varie erbe vi consiglio il libro " Principi di alimentazione per tartarughe e altri rettili erbivori" di Matteo Dovesi , Loana Pietta e Davide Donati edito da Testudo Edizioni.

Dimorfismo sessuale
Si possono distinguere con certezza i sessi di questa specie quando viene raggiunta la maturità sessuale, mediamente tra 8 e 10 anni di età. Il maschio da adulto è leggermente più grande, a metà del carapace si evidenzia un restringimento formando la famosa forma a otto. Il piastrone è leggermente concavo. La coda è molto più evidente di quella della femmina mostrandosi notevolmente più larga e lunga. I margini posteriori del carapace presentano una scampanatura a ventaglio più ampia e sporgente rispetto quelli degli esemplari femminili. La femmina è normalmente leggermente più piccola. I margini del carapace sono meno evidenti come pure la coda, corta e di ridotte dimensioni.

Sopra particolare della coda di maschio marginata

Sopra particolare della coda di femmina marginata

 

Allevamento in cattività
T. marginata va allevata all'esterno per tutto l'anno in ampi recinti. Il recinto, posizionato in una zona ben soleggiata, deve essere munito di una zona d'ombra formata da piante e cespugli. L'area di allevamento deve essere a prova di fuga tenendo presente le dimensioni di queste Testuggini, della loro forza nonché la loro caparbietà e ostinazione di fronte a un ostacolo, in questo caso la recinzione. Indispensabile è anche un bel rifugio, dove possano trovare riparo dal caldo, dal freddo e dalle possibili alluvioni. È importante che il rifugio sia anche a prova di ratto, uno dei principali predatori, durante il letargo. Non deve mai mancare una vasca con i bordi bassi che permetta un facile e comodo accesso, andrà benissimo un sottovaso, con acqua sempre fresca e pulita. Nel periodo degli accoppiamenti il maschio è piuttosto violento e potrebbe provocare serie lesioni alla femmina; è per questo che si consiglia di tenere in allevamento un maschio con almeno 3 femmine.

Accoppiamento e riproduzione

Il maschio di T. marginata al risveglio dal lungo letargo inizia subito il corteggiamento delle femmine, ancor prima di ricominciare a nutrirsi. Il corteggiamento consiste nel far cozzare ripetutamente il suo carapace contro quello della femmina e morderle ripetutamente le zampe fin quando questa decide di concedersi. È' durante la copula che il maschio emette una serie di suoni a bocca aperta (questo è l'unico verso che le tartarughe emettono).

Le deposizioni, di norma tre, intervallate di circa 20 – 23 giorni iniziano dopo 5 – 6 settimane dalla copula. Normalmente la prima deposizione avviene nel mese di maggio.
La femmina deporrà da 6 a 12 uova di forma sferica in una piccola buca precedentemente scavata e che provvederà a richiudere a deposizione terminata.
Se poste in incubatrice a una temperatura tra i 31 – 32,5°C le uova si schiuderanno dopo circa un paio di mesi. I tempi aumenteranno notevolmente, a seconda delle temperature stagionali, se le uova vengono lasciate dove deposte.

 

Il Letargo
Il letargo è un momento importante, indispensabile e delicato.
Con il calare delle temperature e l'avvicinarsi della stagione fredda le Testudo rallentano la loro attività fisica e metabolica, iniziando così a prepararsi per il letargo; perdono gradualmente appetito diventando sempre più apatiche e a poco a poco svuotano l'apparato digerente. E' importante che lo stomaco sia libero perché i residui di cibo potrebbero fermentare durante la latenza creando gravi conseguenze per l'animale.
Una volta pronte e trovato un punto idoneo dove trascorrere l'inverno cominciano a scavare. Il luogo prescelto può corrispondere alla base di un cespuglio o di qualche tronco, oppure direttamente all'interno dei rifugi allestiti dall'allevatore.
Se la tartaruga è in ottima salute, ha seguito un'alimentazione corretta e quindi ha le riserve giuste di grasso, non ci sono problemi affinchè possa affrontare questo periodo fondamentale e naturale della sua vita.
Una volta interrate è consigliabile coprire ulteriormente il sito con un ampio strato di foglie secche e fieno per isolarlo in maniera ottimale.
E' questa una fase molto delicata: il Chelone non ha alcuna capacità di difesa ed è inerme agli attacchi dei roditori , ecco perché è importante creare dei rifugi ben strutturati, o ricoprire totalmente la nostra recinzione con una rete metallica a maglie molto strette.
La temperatura ideale del letargo si aggira intorno ai 5°C; oltre i 10°C gli animali tendono a riprendere la loro attività, seppur lenta, mentre ad una soglia inferiore a 0°C c'è il rischio di congelamento e morte.
Questo periodo non deve superare la durata di 20 settimane complessive.
Durante i primi tepori primaverili assisteremo al risveglio ed è importante non far mancare l'acqua e provvedere per qualche giorno a bagnetti in pochi centimetri d'acqua tiepida.

Il letargo controllato
ovvero porre la nostra tartaruga in un contenitore di legno o di altro materiale, riempirlo con paglia o torba e posizionarlo in un luogo al chiuso, facendo ben attenzione che le temperature non superino i 10°C.

Far saltare il letargo
è altamente sconsigliabile, in quanto questa è una fase naturale presente nella vita della nostra tartaruga. Solo in casi estremi, nei quali l'animale presenta delle patologie, si può ricorrere ad un terrario ben allestito e prestare così le cure necessarie tenendolo sotto osservazione In questo habitat si devono ricreare le temperature adeguate, il corretto tasso di umidità, una giusta aerazione, cercando di riproporre una condizione il più simile a quella esterna.

Il letargo breve
E' consigliabile ricorrere a un letargo breve esclusivamente con le piccole tartarughine nate da qualche settimana e tassativamente solo per il primo anno.
Già da appena nate, si devono porre in un recinto idoneo situato all'esterno. All'interno del recinto un rifugio preparato con del terreno morbido (per agevolare le piccole nello scavo in occasione del letargo e con delle foglie secche o fieno per proteggerle dal freddo. Trascorsi circa due mesi da quando le piccole si sono interrate, si possono dissotterrare con delicatezza, portandole dentro casa in un terrario allestito per l'occorrenza con lampada UVB .

La temperatura va alzata gradualmente fino ad arrivare ad ottenere nel giro di alcuni giorni una zona calda di circa 30°C e una zona fredda di circa 20°C utilizzando delle lampade in ceramica ed un termostato. È' indispensabile dare alle piccole appena svegliate la possibilità di fare dei bagnetti con acqua tiepida per permettere loro di reidratarsi recuperando così i liquidi utilizzati durante il letargo e rimettendo in moto anche il desiderio di nutrirsi. Solo quando la temperatura notturna esterna non si abbasserà sotto i 15°C circa si potrà procedere a riportare all'esterno le piccole.

Legislazione
Testudo marginata è una specie protetta ed è pertanto inserita in:
CITES Appendice II allegato A del Regolamento CE 2724/2000.
E' assolutamente vitato il prelievo in natura e l'allevamento nonché il commercio degli esemplari privi di regolare documento.
In caso di ritrovamento casuale o di animale ferito, è necessario contattare immediatamente il Corpo Forestale dello Stato.

 

Per ulteriori approfondimenti si consiglia la lettura del libro
"LA TESTUGGINE MARGINATA"
collana "TARTARUGHE DEL MONDO"
casa editrice TESTUDO EDIZIONI
fonte principale che ha permesso la realizzazione di questa scheda.

www.testudoedizioni.it

 

WWW.TARTAWEB.IT


Autore: G.Paolo
Foto: G.Paolo e Carlo Cuoghi
Ha collaborato: Manola Molteni

No Tarta

Natura Viva

Tartaweb Fan

Tartaweb su Facebook

tartaweb su facebook
Tarta Tube

tarta-tube

Tartarughe Acquatiche

redbelliedturtle2.jpg
Trachemys_scripta_elegans23.jpg
sternotherus tartaweb.jpg

Cerca nel sito

 

Ora online!

 31 visitatori online
Copyright © 2017 www.tartaweb.it - benvenuti nel mondo delle tartarughe. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.