I n   c o l l a b o r a z i o n e   c o n

Testudo Edizioni

Malacochersus tornieri
Tartaruga frittella africana
Siebenrock 1903

Ordine: Testudines
Sottordine: Cryptodira
Famiglia: Testudinidae
Genere: Malacochersus
Specie: Malacochersus Tornieri
Distribuzione e Habitat
Originaria dell'Africa orientale nel sud del Kenya e della Tanzania settentrionale e orientale, esistono anche popolazioni introdotte in Zimbabwe in Zambia. Predilige altopiani e colline ad un'altitudine di oltre 1600m ricche di zone rocciose dove trova riparo in piccoli nascondigli. La vegetazione presente, a causa del clima semi-arido, si presenta spinosa e molto bassa.
Descrizione
E 'l'unico membro del genere Malacochersus ed è forse una delle tartarughe più curiose al mondo. Il suo nome deriva dalla singolare forma appiattita del suo carapace che si presenta inoltre molte soffice e flessibile al tatto; questa insolita caratteristica fisica la rende molto più leggera e di conseguenza più agile rispetto a tutte le altre tartarughe riuscendo a nascondersi tra gli spazi angusti che si formano tra le rocce. Il carapace si presenta color marrone con linee a raggi che partono da ogni scudo rendendola invisibile nel suo secco habitat naturale. Il piastrone è giallo paglierino scuro con disegni su ogni scuto tendenti al marrone con raggi di luce gialla. Il ponte che funge da collegamento tra il carapace ed il piastrone è molto piccolo; altra caratteristica che agevola i movimenti. La testa, gli arti e la coda sono di colore giallo-marrone. Da adulta raggiunge dimensioni contenute in quanto le femmine arrivano a misurare 18 cm mentre i maschi, che rimangono leggermente più piccoli, sfiorano i 15 cm di carapace. Il dimorfismo è riconoscibile dalla forma che si presenta quasi rettangolare nei maschi, ovale per le femmine. Per favorire l'accoppiamento, le placche anali degli esemplari di sesso maschile formano un angolo superiore a 90° mentre quello delle femmine è quasi retto a 90°.
Comportamento
La maggior parte dell'attività si verifica durante le prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio prima che tramonti il sole. Vive in colonie isolate condividendo lo stesso habitat o addirittura la medesima fessura dove trovano riparo. Esemplari di sesso maschile spesso combattono per il corteggiamento della femmina durante la stagione degli amori che solitamente avviene nei mesi di gennaio e febbraio mentre la deposizione sembra verificarsi nei mesi di luglio e agosto; in cattività non sono rispettati questi tempi. La femmina scava un nido di una profondità che varia dai 7,5 a 10 cm nel terreno allentato e sabbioso, li, vi depone solitamente un uovo ma può avere più deposizioni nel corso di una sola stagione con cadenza ogni quattro o otto settimane. I piccoli sembrano essere indipendenti non appena si schiudono. Sono attive tutto l'anno ma studi di esemplari in natura sembrano affermare che Malacochersus tornieri può estivare sotto le rocce piatte nei mesi più caldi.
Alimentazione
Prettamente vegetariana; in cattività è bene far asciugare le erbe prima di essere offerte per evitare carichi d'acqua. Possiamo offrire radicchi, cicorie, tarassaco, trifoglio e altre erbe selvatiche. Sarà buona norma mescolare del fieno insieme alle erbe aumentando il contenuto di fibre e limitare il consumo di frutta, circa una volta al mese, prediligendo le mele e le pere. Per esemplari di sesso femminile in attesa di deporre è bene integrare la dieta con del calcio in polvere.
Allevamento
Visto le condizioni climatiche dell'areale di provenienza sarà possibile allevarla all'aperto soltanto nel periodo estivo quando le temperature saranno ben stabilizzate facendo attenzione nel rientrarle in caso di precipitazioni abbondanti o abbassamenti climatici repentini. Il recinto dovrà avere un'ottima esposizione al sole per gran parte della giornata e dovrà essere privo di pericolosi ristagni di umidità. Forniremo ripari quali rocce o cespugli che non necessitano abbondanti innaffiate che creino zone d'ombra utilizzate nelle ore più calde della giornata. Metteremo a disposizione una bassa ciotola con acqua pulita una volta a settimana per idratarsi. E' un'ottima arrampicatrice pertanto come recinzione è bene utilizzare dei materiali che rendano impossibile l'arrampicata. Per la stagione invernale allestiremo un terrario creando all'interno un gradiente termico che permetta alla tartaruga di termoregolarsi a seconda delle proprie esigenze. In una parte, denominata "zona calda", con l'utilizzo di lampade riscaldanti porteremo la temperatura a circa 32°C facendo attenzione che, nella zona più lontana, denominata "zona fredda" non ci siano temperature inferiori ai 24°C. . La superficie deve necessariamente essere irradiata da una lampada o meglio ancora da un neon a raggi UVA-UVB montato alla distanza consigliata. Per simulare la notte, oltre a spegnere qualsiasi fonte di illuminazione spegneremo anche le fonti riscaldanti mantenendo una temperatura che comunque non deve assolutamente scendere al di sotto dei 18°C. Cercheremo di riprodurre all'interno il suo ambiente naturale inserendo rocce o legni che offrano ripari evitando stress all'animali e come fondo è consigliabile mettere del materiale che non trattenga l'umidità come la sabbia oppure il fieno. Offriremo dell'acqua in una ciotola bassa circa due volte al mese posizionandola vicino le fonti riscaldanti per idratarsi.
Status
Inserita in CITES Appendice II Allegato A pertanto necessita di regolare documentazione.


WWW.TARTAWEB.IT
Autore: Marco Marsili
Foto: John White

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