Geochelone Sulcata
(Testuggine Africana)
Miller, 1779
Appartiene alla famiglia delle Testudinidae
Classificazione
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Reptilia
Ordine: Chelonia
Sottordine: Cryptodira
Superfamiglia: Testunoidea
Famiglia: Testudinidae
Genere: Geochelone
Specie: G. sulcata
Sottopecie: non ha sottospecie
Areale d'origine
Geochelone di origine africana è presente dall'Africa sub – sahariana ed è una tra le tartarughe africane ad avere un areale molto vasto.
Habitat
Testuggine originaria del suolo africano perlopiù diffusa nelle distese semidesertiche risulta invece quasi assente in zone molto aride. Predilige le zone semi-desertiche, le savane alberate pur non disdegnando foreste di acacia. In natura vive in climi che spaziano tra stagione secca e stagione delle piogge.
Specie adatta a chi ha già esperienza con le tartarughe, questa soffre particolarmente gli sbalzi termici repentini e l'umidità elevata pertanto si sconsiglia l'allevamento all'esterno. Data la sua origine, nei periodi freddi risente molto di raffreddamenti in cui può cronicizzare fino al completamento delle cure antibiotiche.
In inverno va alloggiata in terrari riscaldati da baby, una volta adulta necessita di terrari stanza o serre riscaldate
Alimentazione
Essenzialmente vegetariana si nutre di fiori, foglie, piante grasse, frutti caduti dagli alberi (consuma avidamente, ad esempio, le pale dei fichi d'india) ed erbe essiccate al sole. In cattività è importante fornire un buon apporto di cibo secco come fieno per conigli o erbe essiccate al sole poichè troppa acqua può creare problemi di piramidalizzazione, dunque è bene dare frutta solo sporadicamente (si possono offrire però pale di fico senza problemi). La dieta di questi geocheloni in cattività consiste principalmente in diverse erbe selvatiche (15%), ortaggi vari di serra (cicorie, indivia, songino, rucola, ecc.., 10%), frutta (meno del 5%), fieno o erbe secche in abbondanza (70%).
Come consigliato dall'erpetologo Higfield si possono somministrare feci di gatto per regolare la flora batterica dopo le sverminazioni, ma tali feci devono essere prive di parassiti.
Nei soggetti in accrescimento e nelle femmine gravide la richiesta di calcio è particolarmente alta, quindi è bene lasciare sempre un osso di seppia a disposizione o aggiungere di tanto in tanto un integratore nel cibo (bisogna sempre consultarsi con il proprio veterinario di fiducia per decidere le dosi dell' integratore di calcio da somministrare nel cibo).
In natura il carapace risulta essere più liscio che in cattività e questo accade perchè in cattività, di solito, si forniscono più alimenti contenenti acqua e non si apporta una buona quantità di secco nell'alimentazione.
Legislazione
Specie protetta
Inserita nella RED LIST come tutti i rettili del genere Geochelone, è inclusa nella Convezione di Washington, C.I.T.E.S appendice II e in allegato B. (Reg. (CE) 1332/2005) della Comunità Europea.

E' la specie più grande dopo le testuggini delle Galapagos e delle Seychelles. Può raggiungere i 60 cm. senza problemi e superare i 90 kg.; taglie di 80 cm. vengono raggiunte dopo anni di vita, perlopiù dai maschi, mentre le femmine hanno taglie leggermente ridotte. Nella norma gli esemplari maschi raggiungono senza problemi i 50-60 cm. e le femmine i 40-50 cm., ma con un peso minore rispetto al maschio.
Questa specie come le altre Geocheloni è priva di scuto nucale.
Abitudini
Testuggine dalle abitudini diurno-crepuscolari, esce dai suoi rifugi nelle ore mattutine e nel pomeriggio, con l'innalzarsi delle temperature si rifugia in zone ombrose e vi riposa per poi muoversi nella serata.
Il colore del carapace spazia tra l'ocra e il marrone, il piastrone generalmente è di un colore chiaro tendente all'avorio.
Hanno scaglie abbastanza grosse sulle zampe anteriori e speroni cornei evidenti; nel maschio, a differenza della femmina, le placche marginali formano una specie di ventaglio.
Dismorfismo sessuale
Non ci son grosse differenze. Il maschio presenta un piastrone più convesso a differenza della femmina che invece lo ha piatto; il maschio risulta essere più grande della femmina ma questo è evidente solo nei soggetti maturi (dopo i 30 cm. circa) mentre in soggetti giovani è impossibile stabilirlo. I maschi hanno una coda grossa, lunga e appuntita, mentre nelle femmine è piccola e tozza. Un indizio valido è la forma degli scuti anali dove il maschio ha un angolo più ampio rispetto alla femmina, precisamente nel maschio tali scuti formano una V mentre nella femmina si forma una U.
Accoppiamento
Lo sviluppo è raggiunto quando i maschi misurano almeno 30 cm. mentre le femmine all'incirca 40 cm.
Il periodo dell'accoppiamento, che in cattività dura tutto l'anno, in natura capita dopo il periodo delle piogge e sono frequenti diversi scontri, durante i quali possono riportare danni importanti (si sconsiglia la convivenza di più maschi nello stesso recinto per questo motivo). I maschi sono aggressivi anche nei confronti delle femmine che vengono indotte alla copulazione tramite colpi di carapace. Una volta prossime alla deposizione le femmine scavano buche profonde all'incirca 15 cm., con un diametro che può arrivare sino a 50 cm. Il numero di uova dipende dalla dimensione della femmina, ma una femmina adulta non ha problemi a deporre anche 20 uova, questo per 5 volte massimo all'anno. Le uova sono generalmente grandi, con un diametro che arriva a 4 cm. circa. L'incubazione delle uova va dagli 80 ai 180 giorni. Quando si prendono le uova, si deve usare molta delicatezza e attenzione per non rischiare di danneggiarle. Le temperature spaziano dai 30°C ai 32°C con il 50% d'umidità
Allevamento
Allevamento in recinto: si consiglia l'allevamento in recinto in estate.
Il recinto dovrà essere fornito di una zona asciutta con una buona esposizione al sole; si potranno inserire casette sollevate da terra così da renderle più asciutte, oppure vasi, comunque il recinto dovrà essere provvisto di un bel cespuglio che crea la zona d'ombra dove la tartaruga si andrà a rifugiare nelle ore calde della giornata. Si dovrà sempre lasciare una bacinella piuttosto capiente piena d'acqua, così da permetterle di immergersi per bere. L'acqua dovrà essere cambiata appena sporca.
E' importante progettare un recinto molto resistente, soprattutto in presenza di esemplari sub-adulti o adulti dal momento che i semplici recinti in legno vengono divelti senza particolari problemi.
Allevamento in terrario: consigliato nel periodo invernale
La tartaruga dovrà essere alloggiata in un terrario (o meglio terrario stanza) le cui dimensioni minime per una coppia non dovrebbero scendere sotto i 200 cm. x 150 cm. per non costringerle in spazi inadeguati; per ottenere dimensioni di terrario accettabili si può moltiplicare per 10 volte la lunghezza del carapace (ad es. se la tartaruga misura 40 cm. il terrario dovrebbe misurare 4 m. x 4 m.). Il terrario deve essere munito sempre di una spot per il punto caldo e una lampada che emette una percentuale di raggi UV; per questa specie può andare bene una lampada che emetta il 5% di raggi UV oppure si può usare un neon, altrimenti esistono lampade che permettono di avere calore e radiazioni insieme, ma hanno un costo elevato.
L'arredamento del terrario può essere molto semplice, basta un substrato composto da torba e paglia con qualche rifugio sia nel punto caldo che nel punto freddo del terrario; il terrario dovrà esser sempre fornito di un punto caldo che abbia una temperatura di 30-33°C, con umidità che si aggiri sul 40%, mentre nella parte opposta si dovrà avere all'incirca 10°C in meno, cioè 20-24°C, con umidità però più elevata, 60%. E' una buona soluzione lasciare un sottovaso ogni 10 giorni dato che questa specie non necessita di assumere liquidi ogni giorno e potrebbe aumentare l'umidità. La sera il terrario potrà aver una temperatura di 20°C uniformi.
Predatori naturali
Varani della savana, cicogne, corvi, piccoli mammiferi e l'uomo.
Curiosità
Prima della deposizione la femmina ha l'abitudine di urinare nel nido, così da garantire la giusta umidità per l'incubazione.
Da evitare farinacei in generale, derivati del latte e cibi per cani e gatti.

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Articolo a cura di Simone Giumento & Marco Marsili
Foto Marco Marsili & Alessandro Monti
Tartarughe Acquatiche



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