Platysternon megacephalum
 
(Gray, 1831)
 
 
 
CLASSIFICAZIONE 
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Reptilia
Ordine: Testudines
Sottordine: Cryptodira
Famiglia: Platysternidae
Genere: Platysternon
Specie: Platysternon megacephalum;
Sono riconosciute 3 sottospecie: Platysternon megacephalum megacephalum, Platysternon megacephalum peguense,Platysternon megacephalum shiui.

ORIGINE E HABITAT

 Le 3 sottospecie provengono da luoghi differenti del sud-est asiatico occupandone un areale abbastanza vasto. Più precisamente: la Platysternon megacephalum megacephalum è localizzata nella Cina meridionale, la Platysternon megacephalum peguense in Birmania, Thailandia meridionale, Isole Hainan e Laos ed infine la Platysternon megacephalum shiui nel Vietnam settentrionale.

Le 3 sottospecie provengono da luoghi differenti del sud-est asiatico occupandone un areale abbastanza vasto. Più precisamente: la Platysternon megacephalum megacephalum è localizzata nella Cina meridionale, la Platysternon megacephalum peguense in Birmania, Thailandia meridionale, Isole Hainan e Laos ed infine la Platysternon megacephalum shiui nel Vietnam settentrionale.
Pur essendo distribuite in un areale ampio hanno in comune l'aspetto di vivere in acque basse di montagna a rapido scorrimento come torrenti e ruscelli. Il fondo è costituito da massi e pietre che creano molti nascondigli ed anfratti risultando privo di vegetazione (a parte le alghe) la quale si trova esclusivamente lungo i bordi (cespugli e arbusti). La distanza da un bordo all'altro è molto ridotta essendo corsi d'acqua larghi poche decine di centimetri.
Il fatto di trovarsi in acqua a rapido movimento ed in zone montuose comporta all'acqua di avere un'elevata concentrazione di ossigeno e una temperatura bassa pur trovandosi in paesi tropicali. Le temperature durante l'anno sono piuttosto rigide ed oscillano dai 12°C ai 25°C.

CARATTERISTICHE

La caratteristica principale di questa specie è l'imponenza della testa, motivo per cui è chiamata megacephalum. Ha una colorazione uniforme che varia dal giallo ocra al marrone e può presentare puntini di colore giallo, arancio o rosa o anche 2 strisce parallele laterali che partono dagli occhi. La testa, di forma triangolare, può arrivare a raggiungere una dimensione pari alla metà della larghezza del suo carapace. Per via della sua grandezza non può essere retratta nella corazza in caso di necessità e quindi per compensare questa sua mancanza di protezione la zona superiore e laterale del capo sono ricoperti da degli scuti cornei simili a quelli del carapace e del piastrone. Gli occhi sono di dimensioni moderatamente grandi e non particolarmente incassati con una pupilla di colore nero con iride dorata che spesso viene attraversata da una banda scura orizzontale a seconda della specie. Sono posti ai lati della testa nella parte superiore, molto distanti tra loro, permettendogli in questo modo di avere la maggiore visuale possibile ruotando solamente le pupille. Intorno ad essi sono presenti delle palpebre mobili e nella sclera una struttura ossea e cartilaginea con il compito di modificare la forma del globo oculare a favore di una buona visione a diverse distanze. Essi hanno la caratteristica di molti predatori, ovvero al momento di sferrare il morso vengono a calarsi le palpebre come se fossero una sorta di membrana di protezione che si rialza non appena la bocca è stata serrata.
Le zampe sono molto robuste, ricoperte da grandi scaglie di un colore che va dal giallo al marrone e possono avere dei puntini di colore giallo, arancio o rosa a seconda della provenienza dell'esemplare. Ognuna di essa presenta 5 forti e affilati artigli uncinati che gli permettono di arrampicarsi anche su pareti lisce ma al tempo stesso di renderle piuttosto camminatrici e non delle nuotatrici eccelse. Da notare che risulta molto difficile riuscire a "staccarla" quando si trova a riposo su di un qualsiasi oggetto trovandosi a suo agio anche su tronchi di alberi e rocce oblique (o quasi verticali) senza cadere riuscendo a spostarsi da un estremità ad un'altra senza il minimo cedimento o segno di instabilità. Prenderle in mano, infatti, dà una strana sensazione poiché sembrano possedere delle vere e proprie zampe prensili che tendono a stringere come farebbe un rapace quando afferra la sua preda.
Oltre agli arti prensili hanno anche la coda, dello stesso colore delle zampe, che ha delle caratteristiche molto simili agli arti in quanto risulta prensile e molto ben sviluppata muscolarmente. È ricoperta da grandi scaglie dello stesso colore degli arti ed è molto lunga, arrivando in alcuni casi anche a raggiungere la lunghezza del carapace stesso. Viene usata sia per arrampicarsi, avvolgendola nei vari appigli che incontra durante una scalata, sia per bilanciare il suo peso attraversando la rapida corrente delle acque dove vivono. Capita molto spesso di vederla rivolta verso l'alto a mo' di arco (tipo uno scorpione) mentre nuota o cammina sul fondo inclinandola più o meno a destra o a sinistra proprio per tenersi in equilibrio mentre affronta la coerente.

DIMORFISMO SESSUALE

Il piastrone nel maschio risulta essere più concavo (rientra un poco) al contrario di quello della femmina che è piatto e a volte leggermente convesso (tende un poco verso l'esterno). Queste caratteristiche possono aiutare la coppia durante la fase di accoppiamento rendendo più agevole per il maschio l'operazione di monta e per la femmina quella di espulsione delle uova dalla cloaca durante la fase di deposizione.
La coda nel maschio risulta essere più larga alla base e avere l'apertura cloacale spostata verso l'esterno del carapace (cioè oltre gli scuti sopracaudali) al contrario della femmina che ha una base più fina con la cloaca posta all'interno del carapace in prossimità del piastrone.

RIPRODUZIONE

Sono state documentate soltanto 2 riproduzioni in cattività avvenute con successo di questa specie. La prima avvenne in Europa nel 1987 e fu ottenuta da Heinz Weissinger, mentre la seconda nel 2004 riportata in un articolo sulla rivista Emys del 2007 (volume 14 - numero 1) da J. Gad dove si riscontra che il più grande problema è stato quello delle femmine che deponevano in acqua. Effettuano una sola deposizione all'anno ed in genere di 1 o 2 uova.
Negli esemplari allevati in cattività la maturità sessuale arriva prima rispetto a quanto avviene in natura e questo è dato dal fatto che non sono sottoposti a stress legati alla ricerca di cibo e alla predazione. Più che l'età il fattore importante affinché tale maturità giunga, risulta essere la dimensione che si aggira, in media, intorno ai 13 cm circa per entrambi i sessi.
La stagione dell'amore corrisponde con l'alzarsi delle temperature e si verifica una sola volta all'anno. Il maschio sottopone la femmina ad un lungo, irruento e brutale corteggiamento. Durante questo esso causa molto spesso ferite più o meno gravi sugli arti, collo e anche abrasioni sul carapace della femmina, terminando soltanto dopo averla sottomessa e quindi compiendo l'atto. È buona norma monitorare sempre questa fase in quanto per via della potenza del morso che hanno si corre il rischio che la femmina o anche il maschio subiscano lesioni profonde o addirittura mortali.

ALLEVAMENTO

È una tartaruga un po' difficile da allevare nelle nostre latitudini in quanto non tollera temperature superiori ai 25°C che gli provocano un abbassamento del sistema immunitario portandola addirittura alla morte in poche settimane o addirittura giorni. Per questo motivo d'estate va tenuta in cantina o in un luogo fresco.
Va allevato un solo esemplare per acqua-terrario il quale deve essere di grandi dimensioni e con molte zone rampicanti e tane dove nascondersi di giorno viste le sue abitudini di predatore notturno.
L'acqua deve essere bassa (non essendo un'ottima nuotatrice ma una camminatrice), molto movimentata e ossigenata (creando zone dove potersi riparare dalla corrente). Sarebbe ottimale un fondo composto da grossi ciottoli mischiati a sabbia.
È buona norma coprire l'acqua-terrario con una rete ben fissata onde evitare fughe.

ALIMENTAZIONE

È una specie esclusivamente carnivora che in natura si nutre di molluschi, vermi, insetti, pesci e anfibi.
In cattività l'alimentazione da seguire è la stessa che ha in natura e deve essere equilibrata e varia integrando saltuariamente anche con cuore e pollo.
Per via di questa dieta iperproteica è consigliato far effettuare un giorno di digiuno.

LEGISLAZIONE

È inserita in Appendice II C.I.T.E.S. e in Allegato B del Regolamento CE 338/97 per cui non è di libera vendita ma soggetta a documentazione CITES.

 

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