Pelodiscus sinensis albina
 
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Regno: Animalia.
Ordine: Testudines
Famiglia: Trionychidae
Genere: Pelodiscus
Specie: Pelodiscus Sinensis
Sottospecie: Nessuna sottospecie
Origini
Fino a qualche anno fa si pensava che non fosse presente in natura, ma che fosse nata (e isolata per fissarne il carattere) da allevamenti intensivi atti all’alimentazione umana ma il ritrovamento di una femmina di 750 gr in un affluente del fiume Yangtze nel 2007 ha fatto scartare questa ipotesi (Geo numero 19 – Luglio 2007).
Caratteristiche Fisiche
È una tartaruga abbastanza aggressiva e dal morso facile di taglia media, dove la femmina resta un po più grande del maschio ovvero si registra una dimensione massima della femmina di circa 25 cm e di circa 20 cm del maschio. Questa tartaruga viene anche chiamata soft-shell (guscio-molle) per via del suo carapace che non è un vero e proprio carapace, ma un guscio morbido somigliante al cuoio. La testa ha una forma allungata con un naso a mò di “fucile a doppia canna” che gli permette di respirare fuori dall’acqua senza tirare fuori la testa. Le labbra sono molto evidenti dalle quali si possono facilmente osservare le 2 file di “denti” (mascella superiore e inferiore). L’occhio è di colore rosso e un pochino più sensibile alle variazioni di fonte luminose rispetto alle ancestrali. Il collo è molto lungo e snodato e fa arrivare con estrema facilità la testa ben oltre la metà del suo guscio. La pelle è completamente giallo chiaro a parte alcune macchie bianche sulle labbra e sotto al collo anche se c’è da aggiungere che per via del suo colore si possono notare anche alcuni capillari del sistema circolatorio. Il guscio è completamente giallo mentre sul piastrone si possono notare macchie bianche sul colore di base che da baby può avere un tonalità giallo/arancione che tenderà a schiarire con il crescere fino a divenire giallo chiaro o addirittura bianco.
Alimentazione
Bisogna andare molto cauti nella frequenza e quantità di cibo che gli si somministra in quanto tende ad ingrassare molto velocemente per via della voracità che possiede. La cosa che vi farà subito capire se la state alimentando troppo è data dal risvoltarsi verso l’alto dell’ estremità inferiore (sopra la coda) del guscio.Fin da baby è buona norma alimentarla 2 o 3 volte alla settimana per passare progressivamente ad 1 solo pasto settimanale quando sarà subadulta. Essendo pescivora va alimentata principalmente con pesci vivi (ben quarantenati), freschi o congelati (vanno decongelati totalmente) da somministrare per interi o a pezzetti (a seconda del tipo di pesce e dalle dimensioni dell’esemplare) ma l’importante è che non vengano svuotati degli organi interni o sottratti della struttura ossea. Poi in alternanza con i pesci possono essere date gamberi, camole del miele, zampe di rana, carne bianca o rossa (da dare con moderazione, diciamo che devono rappresentare al massimo il 5% della loro alimentazione mensile).
Dimorfismo Sessuale e Riproduzione
 La maturità sessuale viene raggiunta in base alle dimensioni dell’esemplare, diciamo che intorno ai 12 cm per il maschio e 15 cm per la femmina. In media il tempo che impiegano a raggiungere tali dimensioni varia dai 18 ai 24 mesi.Oltre alle dimensioni, la femmina è più grande del maschio, il dimorfismo sessuale è dato dalla coda. La cloaca in tutti e 2 i sessi risulta essere sempre in punta alla coda solo che quest’ultima cambia nella forma e nella dimensione. Nel maschio la coda è molto larga alla base con terminazione a punta che esce fuori dal guscio e quindi la cloaca appare molto distante dal piastrone, mentre nella femmina la coda è più corta e di solito non fuoriesce dal guscio e se fuoriesce lo fa di poco e quindi la cloaca appare molto vicina al piastrone. Le uova vengono deposte dalla femmina fuori dall’acqua più volte durante l’anno con un quantitativo che può variare da 10 a 25 a volta. Esse vanno incubate ad una temperatura che va dai 25 gradi centigradi a 30 gradi centigradi per un tempo che va dalle 8 alle 12 settimane. Alla schiusa pesano circa 4 gr.

Se la coppia è albina la prole sarà al 100% albina altrimenti segue questo schema:

 

Albino X Albino -> 100% Albino

 

Albino X Normale -> 100% Het. Albino

 

Albino X Het. Albino -> 50% Albino e 50% Het. Albino

 

Het. Albino X Het. Albino -> 50% Het. Albino, 25% Albino e 25% Normali
 
 
 
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Allevamento
L’acquario deve avere una profondità minima di 50 cm (meglio 60 cm) per farla girare in tranquillità viste le dimensioni che raggiunge. L’altezza della colonna d’acqua durante la loro vita varia, ovvero da baby l’acqua dovrà essere alta tanto da permettergli di respirare fuori dall’acqua allungando solo il collo stando con le 4 zampe a terra o infossata e man mano va aumentata in maniera graduale con la crescita. Da adulte, più altezza gli diamo e meglio è visto che sono abili nuotatrici, ma dovremmo sempre mettere degli oggetti che arrivano a pelo d’acqua (tipo radici o soppalchi) che gli permettono alla di aggrapparsi e affiorare con il naso fuori dall’acqua. Essendo molto abile nelle fugge si consiglia di mettere una rete a copertura.

 

Il fondo deve essere sabbioso o fangoso alto circa 10/12 cm (deve permettergli di potersi insabbiare completamente). Si consiglia una sabbia con granulometria di 0,1 mm in quanto a questa tartaruga piace molto infossarsi completamente o quasi sia per predare che per rimuovere resti di muta sul guscio e sia per pulirlo. Una sabbia di granulometria più grande può provocargli abrasioni. Il colore di sabbia consigliato è l’ambra in quanto gli permette una mimetizzazione impeccabile e quindi la tranquillizza.

L’illuminazione non dovrà essere molto forte e ne vanno messe di 3 tipi, una lampada uvb che illuminerà tutta la vasca con uvb non superiori al 5%, una lampada spot non troppo forte e nemmeno troppo vicina alla zona emersa, diciamo che una spot da 50 watt messa a 40 cm dalla zona emersa va bene e infine una lampada notturna molto fioca, tipo 3 led blu (simulano la luce lunare) che permettono alla tarta di vedere i punti di riferimento. La lampada uvb in teoria nemmeno servirebbe in quanto la vitamina D3 l’assume già attiva dagli alimenti animali (vivi, freschi e decongelati).

La zona emersa si consiglia superficiale ovvero libera sotto in quanto oltre a permettergli di fare basking (la maggior parte degli esemplari lo fa, sia da piccoli che da adulti) gli permette anche di avere una zona in penombra e più spazio libero per il nuoto.

Il filtraggio dovrà essere molto efficiente, meglio un filtro esterno sovradimensionato o una sump in quanto sono molto soggette a micosi e infatti è consigliabile mettere una concentrazione di sale pari a 5 gr al litro. Un altra cosa molto buona è utilizzare torba o foglie di catappa o legni di torbiera o altri prodotti naturali derivati da essi (es. Bio humina dell’aquaristica) che servono a scurire l’acqua ma soprattutto impediscono la crescita di parassiti unicellulari e funghi e inoltre legano anche sostanze dannose tra cui i metalli pesanti.

 

E’ una tartaruga che non ama molto le alte temperature infatti ad alte temperature risulta essere poco attiva rimanendo spesso infossata. Il range ottimale di temperatura va dai 16 ai 24 gradi centigradi. Può essere allevata tutto l’anno in laghetto in quanto fa letargo e l’importante è avere una profondità di 1 metro (con gradoni a varie altezze) con 30 cm di fondo sabbioso o fangoso, una bella zona d’ombra sempre a disposizione e molta vegetazione.
 
 
Legislazione
 
È inserita in CITES appendice III solo per la CINA, quindi è di libera vendita. Non risulta specie a rischio.
 
 
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Autore: Alessandro Angiulli – Foto: Alessandro Angiulli

 

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