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Schede Tartarughe
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Tartarughe - Varie

Commento sulla situazione in cui il centro CARAPAX deve lavorare da 20 anni
Il progetto CARAPAX è nato nel dicembre 1988 come progetto MEDSPA, ovvero il piano d'Azione di Protezione dell'Ambiente Mediterraneo dell'Unione Europea in accordo con l'IUCN ed il ministero dell'Ambiente italiano. L'esecutore internazionale per conto della Commissione Europea era l'associazione erpetologia belga RANA Belgium VZW.
Con pubblicazione nel Bollettino della Regione Toscana, del dic 1988, la stessa Regione Toscana aderisce al progetto mediante la messa a disposizione gratuita di immobili idonei del demanio regionale.
Il partner della RANA Belgium era il dipartimento Ambiente della regione Toscana, a quei tempi guidato dall'Assessore Marco Marcucci. Il dipartimento nel gennaio 1989 indicò come luogo per ospitare il Centro CARAPAX la struttura dell'ex-ENAOLI, a Rispescia, ai confini del Parcon Regionale della Maremma. Già allora ci furono giochetti politici locali che misero in difficoltà sia l'Assesore Marcucci, che i biologi Frisenda e Ballasina, incaricati dall'Unione Europea, e l'ENAOLI fu cancellato come sede, prima ancora di esserci entrato. L'ENAOLI, per intenderci, è l'attuale sede di Festambiente e di un azienda agricola regionale.
Questa situazione lasciò solo 2 settimane alla Regione Toscana ed alla RANA Belgium per trovare un terreno con immobili idonei. Dopo diverse prospezioni senza esito a manciano, Castiglione, Suvereto, Scarlino, la Regione Toscana inseri un altro dipartimento accanto a quello dell'ambiente, cioè il dipartimento Agricoltura e foreste guidato dal funzionario Iginio Callisti, il quale suggeri' l'Inserimento tra i partner di una specie di intercomunale, chiamato "comunità montana". Le comunità montane della Garfagnana e dell'Amiate furono escluse per ovvi motivi climatici. Il progetto CARAPAX dovevav nascere laddove c'erano ancora le ultime tartarughe d'Italia, e la Regione Toscana, con la provincia di Grosseto, era in queste condizioni. Per cui venne fuori la candidatura della comunità montana delle Colline Metallifere di Massa Marittima, candidatura difesa in modo convincente dal neopresidente di allora Alberto Niccolaini. Le prime prospezioni erano deludenti: terreni ed immobili certamente non idonei: erano tutti ruderi in zone inaccessibili e spesso senza neanche l'ombra di acqua. L'unico fabbricato semiristrutturato era San. Giulio, destinato precedentemente ad altro progetto, mai realizzato, neanche nei 20 anni successivi. La RANA Belgium mandò il responsabile del progetto Dott. Donato Ballasina a Massa Marittima, e, con l'aiuto di membri della comunità montana e soci WWF Franco Coscini e Guido Ceccolini, si arrivò ad una zona "da tartarughe terrestri" vicino a Valpiana, chiamato Bonsecchino. Era l'unico fabbricato ancora in piedi con un rudere di un ovile accanto, ma con un rapido recupero possibilmente trasformabile in un laboratorio biologico come da progetto. Purtroppo il terreno non aveva acqua in superfice per le tartarughe d'acqua, ed era quasi irraggiungibile per scolaresche e visitatori, aspetto didattico d'obbligo per il progetto Europeo.
Fu Franco Cuscini, membro della giunta della comunità montana, a trovare una seconda area, denominata "Le Venelle" situata in zona di pianura, e con alcune bozze d'acqua semi interrate. Ma la grande sorpresa dei biologi fu il ritrovamento sia di tartarughe terrestri che acquatiche, quindi il terreno ospitava tartarughe selvatiche. Purtroppo il poderino era un cumulo di sassi inagibile e pericoloso. Ma il presidente Alberto Niccolaini ed il suo geometra Gabriele Gabbiani assicurarono il Dott. Ballasina che ciò sarebbe stato sistemato in "6 mesi circa" con la progettazione e messa in opera da parte della comunità montana stessa.
Perciò fu concordato con la regione Toscana di separare le funzioni del Centro CARAPAX su 2 terreni:
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1.Bonsecchino (riserva naturale poiché è in zona protetta "pSIC", laboratorio biologico, biblioteca, collezione scientifica, uffici ed un piccolo appartamento per il direttore.
2. Le Venelle (centro visite, nursery, accoglienza tartarughe, accoglienza volontari, studenti, scolaresche, visitatori, centro recupero e salvaguardia tartarughe esotiche, museo, nonche la possibilità d'inserimento di altri progetti naturalistici futuri.).
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La comunità montana a febbraio 1989 redige un contratto di concessione, nonostante che l'accordo con la Regione fu sufficiente. Un contratto diverso però sia nei termini che in durata: era solo per 9 mesi... L'EU accettò lo stesso ed il 25 maggio 1989 comunicò alla RANA Belgium VZW di poter iniziare i lavori. La Regione Toscana, cosciente che i terreni e i fabbricati nello stato in cui si trovarono non erano per niente idonei finanziò un primo intervento tecnico (recinzione, acquedotto, sentiero), che fu' eseguito dagli operai della comunità montana. A quel momento la RANA Belgium manda il suo biologo in Italia con le prime 80 tartarughe (animali mediterranei salvati e/o confiscati dalla convenzione di Washington, in vigore in tutta l'Europa dal 1.4.1984, tranne in Italia dove ci volle fino al 1993 per l'entrata in vigore effettiva.
A giugno 1989 il progetto internazionale della RANA, denominato CARAPAX viene presentato a livello europeo al Palazzo delle Colonie, a Tervuren in Belgio in presenza del Ministero dell'Ambiente italiano, le ambasciate di Turchia, Grecia, Spagna, della Regione Toscana, rappresentata da Iginio Calistri ed altri, e centinai di ospiti, tra cui scienziati di spico e rappresentanti di organizzazioni naturalistiche e animaliste di mezza Europa.
Il 29 Luglio 1989 viene inaugurato ufficialmente il Centro CARAPAX a Massa Marittima in presenza del UE, il responsabile dei programmi MEDSPA Dott. Maurizio Zampetti, il funzionario responsabile dell'Agricoltura e Foreste della regione Toscana Iginio Calistri, il Sindaco di Massa Marittima, Dott Renato Bolognini, il presidente ed il segretario della comunità montana Alberto Nicolaini e Sergio Baldinacci, il Presidente della RANA ITALIA Dott. Sandro Frisenda.
I poveri responsabili del progetto, nonché le prime tartarughe non ebbero nessun riparo: di giorno si lavorava in una vecchia roulotte dato in prestito dalla provincia di Grosseto e gli alloggi erano in una foresteria buia, umida, senza telefono ne riscaldamento a 20 KM dal CARAPAX, con un giardino che ospitava le prime tartarughe in alcuni recinti promissori....
Dopo 6 mesi ancora nessun miglioramento della situazione e nessuna traccia di qualsiasi restauro o recupero dei ruderi. La RANA si fa carico dell'ordinazione di casette in legno a metà sponsorizzate dal fabbricante ed a metà finanziate dalla Regione Toscana. Situazioni veramente da terzo mondo...
A settembre 1989 la comunità montana propone un altro contratto di concessione, questa volta di 35 anni, ovvero fino a settembre 2024. Il testo era redatto dal segretario Sergio Baldinacci nonostante la sua nota contrarietà personale al progetto CARAPAX.
Le scuse del non restauro da parte della regione Toscana, come sarebbe dovuto essere, erano l'inesistente piano regolatore comunale per le 2 aree del CARAPAX e la mancanza di fondi...
Quindi la comunità montana fece questa nuova convenzione per 35 anni che il Dott. Ballasina firmò su delega del Segretario generale della RANA Belgium VZW, Sig. Frederik de Wilde e del Presidente della RANA ITALIA, Dott. Sandro Frisenda, corresponsabile del progetto CARAPAX.
Nel contratto di concessione però la comunità mise alcune clausule di uso, di obbligo di rapporto ....ma anche quello dell'obligo di restauro dei poderi a spese della RANA Belgium VZW, e ciò in netto contrasto con gli impegni assunti dalla Regione Toscana! (cioè di mettere a disposizione gratuita immobili già idonei) e con degli obblighi verso la comunità montana, cioè ente sicuramente incompetente in materia scientifica, diversi dagli impegni imposti dall'Unione Europea!
Il progetto CARAPAX con l'Unione Europea viene concluso dalla RANA Belgium VZW in modo talmente positivo, che l'Europa elegge il progetto CARAPAX come miglior progetto Europeo e Mediterraneo del triennio ed invita il direttore a presentare i risultati al consiglio dei ministri europei dell'Ambiente riuniti per l'occasione a Lisbona, in Portogallo. (1992).
Dal 1992 la comunità comincia a mettere sotto pressione il direttore scientifico Dott. Riccardo Jesu per convincere la RANA Belgium VZW a rinanciare spontaneamente alla convenzione di 35 anni.
Il segretario della comunità montana Sergio Baldinacci suggerisce una nuova convenzione per solo 5 annio, per solo tartarughe marine, e gestito da rappresentanti di 5 enti: ovviamente la comunità montana, la Regione Toscana, il comune di Massa Marittima, la provincia di Grosseto e quindi un rappresentante della RANA Belgium VZW, cosa che viene rifiutata dalla RANA.
Nel 1993 cominciano azioni di sabotaggio ai quali fa capo sempre lo stesso Sergio Baldinacci: denunce per la presenza di volontari, scouts ecc in tenda, chiusura della fornitura d'acqua e corrente ecc.
Nel frattempo la RANA Belgium ed il direttore scientifico del CARAPAX chiedono un intervento finanziario alla commissione Europea ed il direttore Ambiente, Dott. Laurens Brinkhorst, suggerisce i fondi strutturali. La Regione Toscana ottine questi fondi strutturali (in base all'obbiettivo 5B conversione dell'agricoltura non specializzata) secondo il regolamento europeo Reg. CCE 2052/88. Un parte, cioè circa 370.000 Euro sono specificamente destinati al centro CARAPAX.
I progetti vengono redatti e concordati tra RANA Belgium VZW, la comunità montana e gli architetti Claudio Saragosa (attuale Sindaco di Follonica) nel 1994. I concomittenti sono comunità montana e RANA Belgium VZW.
Quindi dal 1989 al 1994 la RANA ha pagato un affitto – anche se simbolico – per dei cumuli di sassi inagibili e certamente non idonei!
Poco dopo, all'insaputo della RANA vengono modificati sia il progetto di restauro, sia il concomittente RANA, e nonostante le proteste del direttore del CARAPAX i lavori vanno avanti.
Dopo poco mancano i soldi (20% circa ), per il restauro del podere Bonsechino, dove il restauro viene sostituito con un semplice recupero del podere principale, mentre l'ovile destinato a laboratorio biologico rimane tuttora un cumulo di sassi.
Il restauro dura fino al 1996 e la comunità montana si fa appoggiare dal Sig. Iginio Calistri della Regione Toscana per forzare una disdetta spontanea del contratto di concessione dei fabbricati per i quali si paga già da 7 anni il canone! Si arriva alle minacce dirette e scritte: se la RANA non cede, allora non si può entrare nei poderi restaurati con soldi europei! Tanto il progetto di restauro pur essendo oltre i termini di tempo imposti dall'Europa non è concluso perché manca l'approvazione di agibilità.inoltre nel progetto figurano interventi quali l'allacciaqmento e costruzione della linea telefonica che invece sono fatte a spese della RANA Belgium VZW.
A questo punto la RANA fa una denuncia formale al Parlamento Europeo, e alla commissione Europea, la quale avendo avuto risposta dall' Italia, che invece il progetto è concluso ( e quindi si scopre l'ennesima bugia della comunità montana) comunica formalmente che non c'è nessun ostacolo all'utilizzo dopodichè la RANA da istruzioni al suo personale di occupare LEGALMENTE i poderi per i quali è stato pagato il canone da 8 anni.
In un colloquio privato il Presidente uscente della comunità montana, Alberto Niccolaini, ammette che già dall'inizio c'era l'intenzione di "buttar fuori i belgi della RANA" e riprendersi i poderi, magari ristrutturati e migliorati con i soldi dell'UE e della RANA! Alla domanda perché non l'avevano fatto subito la riposta era che alla regione Toscana si temevano le repercusioni pubbliche e dell'Europa!
Nel 1997 il centro visite del CARAPAX raggiunge i 10.000 visitatori l'atteggiamento della comunità cambia: Alberto Niccolaini viene sostituito come presidente della comunità montana da Alidiano Bargelli.
Dopo aver preso di mira negli anni precedenti il dott. Riccardo Jesu finito addiritura in ospedale con l'ulcera a causa dello stress continuo subito, prendono di mira la fondazione RANA International, nata nel 1992, e che dal 1993 coordina la ricerca scientifica, ma che NON E' IL CONCESSIONARIO. Che invece è rimasto da sempre la RANA Belgium VZW.
Le procedure del tira e molla dell'arbitrato durano 2 anni. Viene attaccato il CARAPAX con le false accuse di non pubblicare mai niente (le pubblicazioni scientifiche, gli articoli sulla stampa circa 100 annui, ed una lettera di ringraziamento dalla stessa comunità montana firmata Alberto Niccolaini dicono il contrario), non si lascia entrare la comunità montana (falso: possono sempre entrare su semplicerichiesta) e l'accusa di non aver restaurato i poderi (vedi sopra per capire l'assurdità di ciò). Ciononostante e grazie ad un terzo avvocato di parte Avv. G. Mascagni di Grosseto.
PERò L'AVVISO DELL'INIZIO DELL'ARBITRATO NE GLI ATTI SUCCESSIVI NON SONO MAI STATI CONSEGNATI AL CONCESSIONARIO RANA BELGIUM VZW.
A questo punto arrivano tante proteste dall'Europa e dall'Italia all'indirizzo del presidente della regione Toscana Vannino Chiti, il quale da grande difensore dell'Europa e del regionalismo si trova in una situazione improvvisa per colpa di un ente locale la comunità montana che certo non è all'altezza dell'Europa e dei suoi principi e valori.
Quindi il 4.11.1998, il presidente della regione Toscana Vannino Chiti invita il Presidente della RANA International Foundation, illustre prof.dr. Thijs Kramer. Viene concordato la separazione dalla comunità montana.
Il suo dirigente Alidiano Bargelli aveva già comunicato formalmente alla Regione Toscana che la comunità montana non voleva piu' essere coinvolta.
Venno poi proposto la vendita su progetto dei 2 immobili alla RANA International foundation, con e garanzie da quest'ultima di continuare i progetti naturalistici quali la salvaguardia delle tartarughe e dal 1996 anche delle cicogne (progetto lanciato con la provincia di Grosseto).
Questo acquisto era l'unica soluzione per uscire da questo marasma e per gestire i terreni secondo le norme europee.
C'è di peggio: nonostante la formale dichiarazione della comunità montana alla regione di essersi tirato indietro dalla brutta facenda che lei stessa aveva creata, la comunità montana fa depositare il lodo arbitrale al Tribunale di Grosseto (28.12.1998).
Nel periodo successivo 1990-2000 i successore del Sig Calistri, il dott. Hoffman mise poi in vendità i poderi sul bando regionale (2002), anche su internet. La RANA international fece un offerta d'acquisto, tenendo conto del valore non commerciale, delle migliorie e restauri con fondi Europei e lo sconto del 40%, inserendo, come richiesto anche un piano sociale, ecologico e di sviluppo. Si arrivò a 300.000 Euro. La RANA non ebbe mai risposta.
Il Presidente della Commissione agricoltura della regione Toscana Fabio Roggiolani scrive 9.9.2002 e cerca di fare il necessario per realizzare la vendità su progetto, con sconto del 50% per il progetto CARAPAX che é progetto di pubblico interesse.
Il 25.10.2002 l'Assessore regionale Tito Barbini scrive al prof Kramer di poter presentare l'offerta per l'acquisto dei terreni secondo le normative regionali.
Il 20.1.2003 la RANA international ripete l'offerta d'acquisto alla Regione Toscana, senza risposta.
La risposta arriva nell'estate del 2003: il segretario della comunità montana Luciano Monaci riprende a menare il direttore del CARAPAX con sfratto ed altro. Cio' nonostante la RANA Belgium VZW ha continuato a pagare il canone annuo. A settembre 2003 al CARAPAX viene inaugurato il Centro BIODIVERSITA' con rappresentanti della Regione Toscana, il Corpo Forestale, il Ministero dell'Ambiente italiano e l'Ambasciatore Belga.
Nel gennaio 2005 ci riprovano piu' pesantemente e la RANA fa denuncia all'Unione Europea che interviene presso il governo italiano. Interviene anche il governo belga, stuffato dagli atteggiamenti anti europei ed anti-CARAPAX: viene mandato in Italia sul posto il Ministro belga dell'ambiente Bruno Tobback, accomunato da oltre 30 giornalisti.
A questo punto il dirigente del settore Agricoltura e Foreste alla regione Toscana, il sig G. Vignozzi chiama il direttore del CARAPAX per dirgli di "volerci mettere una pietra sopra (sic)" ed invita tutti gli interessati ad una riunione a Firenze che si terrà il 11.2.2005.
Sono presenti Vignozzi, un funzionario del dipartimento ambiente, l'avvocato Fantapié della Regione Toscana, l'Avv Gulina per la RANA, i dirigenti del concessionario, mai citato peraltro RANA Belgium VZW, i sig Pinte e Forget, il presidente della International RANA Foundation Ing.B.Rammeloo, il direttore del CARAPAX Dott D. Ballasina, il presidente della RANA Italia ONLUS D. Pestelli e i tecnici Dott Fabio Lorenzi ed il geometra Ortimini. Viene riconfermato che la comunità montana e uscita dalla faccenda e che i rapporti saranno tra RANA Italia e Regione Toscana da quel momento.
Viene concordato il pagamento dell'inutile arbitrato (intorno ai 40.000 Euro) , la rimessa in vendita delle Venelle ed una nuova concessione per il bonsecchino nonché iol riconoscimento del CARAPAX come centro toscano per la biodiversità.
La RANA Belgium concorda e paga già 10.000 Euro intascati dalla comunita montana senza nessun gesto o atto per preparare la messa in vendita dei terreni ecc.
Contattato dal presidente RANA International l'ing Rammeloo, sente a suo stupore dal sig Vignozzi che prima c'è da pagare 80.000 Euro e poi – forse – si puo parlare di vendita.
La RANA Italia chiede un incontro con il sig Vignozzi dove gli viene spiegato che la somma che lui vuole non è piu' 40.000 Euro, e neanche 80.000 , ma ben 140.000 Euro circa.
La RANA risponde che ciò è inaccettabile.
Nel 2007 il sig Vignozzi, diventato anche responsabile del Corpo Forestale, dopo la regionalizzazione di quest'ultimo, manda adosso al CARAPAX la forestale, la ASL, funzionari della Regione Toscana, la Guardia di finanza, e lancia un comunicato molto diffamatorio contro il CARAPAX, ma non si trova nessun reato al CARAPAX. Ciò nonostante il sig Vignozzi prepara una relazione molto denigrante ed offensiva contro il centro CARAPAX, che viene letta al consiglio regionale dall'Assesore all' Agricoltura.
Nel 2008 il Prefetto di Grosseto si rende conto delle negligenze dei suoi predecessori per qunto riguarda animali pericolosi, messi sotto sequestro dalla Forestale che prima lei stessa li aveva portati al CARAPAX. Il centro CARAPAX è stato per anni considerato come una pattumiera per le tartarughe della Forestale e oltre 4000 vi furono portate senza mai ricevere nessun aiuto per il matenimento, marcaggio, quarantena e rimpatrio. Al contrario: fu il CARAPAX a rimpatriare a spese sue migliaia di tartarughe in Grecia, in Albania, in Marocco, in Tunisia, in francia, in Spagna, in Senegal....nonostante che la legge italiana 150/92 prevede che tutto ciò è compito della Forestale che per legge riceve anche budget specifici per tutti questi compiti.
Il centro CARAPAX, che nonostante tutti questi sabotaggi, riesce a salvare 37.000 tartarughe in tutti questi anni, riesce a liberarne migliaia con un successo di acclimatazione che varia dal 65 al 100%, riesce a portare avant studi scientifici di alto livello con università italiane ed europee, riesce a diventare la prima attrazione turistica della zona con 25.000 presenze (con una bellissima raccomandazione sulla prima ìguida turistica d'Europa: la MICHELIN!), nonostante tutto ciò la comunita montana, con un nuovo presidente Zago riceve l'ordine di riattacare il povero CARAPAX. Con la crisi economica, l'imminente chiusura della comunità montana che è considerato un ente inutile, e con gli errori giudiziari fatti dalla stessa comunità montana, la voglia di distruzione e l'invidia spingono la comunità montana a tentare lo sfratto tramite tribunali e altre callunnie (sempre le stesse). Attacca quindi associazioni e personale del CARAPAX, che non c'entrano niente con il contratto di concessione, valido fino al 2024.
L'Europa é stupita da un comportamento che non ha il suo posto nell'Europa unita. Brutalità che fanno pensare a squadriglie fasciste degli anni' 70 in Sud America. L'intranzigenza peggio di qualla di Hamas nel Medio Oriente.Ripetute calunnie flagranti bugie punbblicate piu' volte sul Tirreno, che fanno piutosto pensare a campagne di lavaggio di cervello negli ex paesi comunisti.
L'Europa reagisce per vie diplomatiche sottili. Forse il Presidente Martini della Regione Toscana ha finalmente capito che l'Europa non gradisce tutto ciò. Forse capisce che non si tratta cosi un associazione ambientalista, una fondazione scientifica che agisce per lo piu' per la salvaguardia delle tartarughe toscane....
Forse il presidente della Regione Toscana ha finalmente capito che sarebbe meglio intervenire per la a el CARAPAX, delle tartarughe, e dell'immagine della toscana nel mondo, alla quale Claudio Martini tiene particolarmente e giustamente....
www.carapax.org
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Testudo graeca nabeulensis ahahahahahah ridi ridi...vedrai quando arriveranno le ie picolette!!!!!! -
trachemys & company.mpg be....più o meno come le mie....solo che tu sei più "secco di me" ahahahahah!!!!!!! -
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