L’ALLEVAMENTO DELLE TARTARUGHE ACQUATICHE

Esistono sia tartarughe prettamente acquatiche o semiacquatiche: la distinzione dipende dalla loro dimensione e dall’area di provenienza. Si possono usare diversi tipi di strutture di allevamento.
Quelle tartarughe che provevngono da zone fredde o continentali, dopo aver superato il periodo di quarantena, possono vivere sempre in un luogo aperto; mentre quelle provenienti da zone temperate calde o caldo-umide, possono vivere fuori per certi mesi; infine, quelle delle aree tropicali o equatoriali, si devono allevare in luoghi chiusi per quasi tutto l’anno.
La struttura deve essere congeniale per le dimensioni e le carattestiche della tartaruga: si dovranno infatti spostare nel modo più spontaneo, per mantenere la temperatura corporea preferita.
Questi animali sono molto territoriali, e soprattutto i maschi tendono a lottare fra di loro. È così consigliato far “convivere” un singolo maschio con un harem di femmine, oppure ospitare solo le femmine insieme e solo i maschi da un’altra parte. È invece assolutamente sconsigliato ospitare nella stessa struttura specie di diversi continenti, soprattutto se vengono dal vecchio e dal nuovo mondo.
Le strutture di allevamento sono di due specie: quelle industriali, che sono i terracquari e acquaterrari già pronti per l’uso e quelle artigianali, che vengono progettate e costruite dal terrofilo.

 

Acquaterrario classico disponibile nei negozi con isola-filtro

 

Acquaterrario artigianale con filtro esterno ed isola creata con un pezzo di sughero fissato con delle ventose

DIFFERENZE EVIDENTI

maggiore spazio per il nuoto

migliore facilità di pulizia

 

Si possono poi distinguere 4 tipologie:

1. Terracquario o acquaterraio da interno riscaldato, illumintao e con una fonte a raggi ultravioletti A e B;
2. Terracquario o acquaterrario all’aperto;
3. Laghetto artificiale all’aperto;
4. Stanza paludario artificiale con vasca dotata di filtro e lampade riscaldanti e emettendo ultravioletti.

 

In terracquario viene progettato in modo che la parte terrestre prevalga su quella acquatica e viene usato per le specie semiacquatiche, mentre per l’acquaterraio è il contrario, utilizzato invece per quelle acquatiche. Entrambi, comunque, si possono trovare già pronti, in vetro, in punti di vendita specializzati. Si devono posizionare in un posto tranquillo della casa, lontano da frigoriferi, finestre, porte, con un qualcosa di velcro sotto in modo che abbia la funzione di antiscivolamento e antigraffio.
L’acquaterrario può essere industriale, giusto per essere posizionato all’interno, con il limite di ospitare solo esemplari giovani. Hanno una parte anteriore aperta, e una posteriore o laterale emersa del 30%, sotto la quale viene posto il sistema di filtraggio. Alle pareti posteriori o laterali, si dovrenno porre delle lampade riscaldanti, centraline di accensione e tubi al neon, con l’aggiunta anche di una lampada a raggi ultravioletti A e B. Esistono poi quelli artigianali, che vengono fatti fare su misura quando siamo in possesso di una tartaruga con un carapace di lunghezza superiore ai 10 cm.

Si può utilizzare una vasca di vetro, a forma di parallelepipedo e aperta, con dell’acqua, in cui si metta un tubo collegato al filtro cilindrico esterno caricato con delle spugne in resine sintetiche o lana di perlon e cannolicchi di ceramica e con una pompaelettrica di potenza adeguata, che avrà il compito di depurare la vasca. Accanto a questa vasca ce ne dovrà essere un’altra che fungerà da parte emersa, che verrà poi collegata con la parte acquatica tramite una lastra in vetro obliqua, ricoperta con del materiale naturale o sintetico. La parte terrestre sarà ricoperta con del materiale di fondo, costituito di ciottoli, sassi, sabbia sottile, fissati con del silicone. In alternativa, per non rischiare l’ingestione di qualche pezzo da parte dell’animale, si usa un tappetino di erba sintetica, verde brillante. Nella parte emersa si metteranno dei nascondigli, fatti con cortecce, sughero, radici, legni, cocci di vasi, ciotole in plastica capovolte o forate. Tutto deve essere sistemato in modo che non possano cadere per non schiacciare l’animale. Mentre, sopra la parte emersa si troverà posto per le fonti di emissione di calore e di raggi ultravioletti A e B senza interposizione di nessun oggetto, sia esso in plastica o in vetro.
I tubi al neon vanno cambiati ogni sei mesi, e si devono tenere accesi in media 8-12 ore durante la giornata. Anche in Italia, sarà poi disponibile una lampada del tipo “calore e ultravioletti”, che dovrà essere tenuta al almeno 40 cm sopra la corazza delle tartarughe, nella parte emersa. È importante ricordarsi di non permettere mai all’animale di avvicinarsi troppo alle lampade.
L’acquaterrario dovrà avere una profondità dell’acqua di circa due volte la lunghezza massima della corazza della tartaruga, mentre l’altezza sarà circa una volta e mezza la sua lunghezza, per evitare fughe. Per il riscaldamento si userà un termoriscaldatore in provetta di vetro e anche un tappetino riscaldante o dei cavtti messi a serpentina, fissati con del silicone.

Per quanto concerne la pulizia, il filtro esterno si dovrà pulire con acqua tiepida almeno una volta al mese e d’estate anche più frequentemente. 

Per certi tipi di tartaruga, è comunque consigliato il terracquario. È possibile realizzare una struttura aperta in legno o in vetro, contenente una vasca in plastica, con un piccolo filtro a immersione, una pompo elettrica e un termoriscaldatore elettrico a immersione, nascosto in un mattone forato o dietro ad una radice. Altrimenti, si potrà usare il cavetto o il tappetino elettrico riscaldante, per evitare scottature dell’animale. Come materiale di fondo si userà del terriccio e della torba sterilizzata e dei grossi ciottoli di fiume.
Al di sopra, si posizieranno fonti emettenti calore, luce e raggi ultravioletti. Tutto sarà completato con dei sassi lisci messi sul fondo della vasca, e qualche pianta inserita sul fondo, del muschio e qualche tana.

Per chi invece vuole fare un acquaterrario all’aperto, si dovrà munire di grossi contenitori aperti in plastica trasparente, con un coperchio e ruote, alti sempre per impedire la fuga delle tartarughe. Oppure, potrà prendere delle piccole vasche in pvc da laghetto, zavorrate e bilanciate opportunatamente con dei mattoni e dei sassi. Andranno poi riempite con sassi, terriccio, torba, legni, cortecce. Il pavimento del balbone poi dovrà essere protetto con del linoleum o meteriali simili. Si può infine sostituire il tutto con delle tinozze o delle botti, sistemate in modo appropriato, con tronchi, radici, pezzi di sughero o ciotole in terracotta o in plastica.
Per quanto riguarda i laghetti artificiali da fare all’aperto, questi hanno avuto una buona diffusione anche in Italia. Si possono fare con delle vasche di cemento oppure con dei teli di pvc scuri, per coprire l’area scavata. Il fondo ovviamente dovrà essere impermeabilizzato. Nello scavo, si devono eliminare i sassi appuntiti o tutto ciò che può dare fastidio. Si deve ricoprire il fondo con della sabbia su cui si deve adagiare la vasca. Si deve munire di un rubinetto per poterla riempire agevolmente e di una fonte elettrica. Sul fondo si collocherà una pompa elettrica che condurrà l’acqua ad un filtro meccanico-biologico, che facendola ricadere nella vasca, aumenta l’ossigenazione. Se la vasca non è molto grande, si può anche usare un filtro esterno, protetto e nascosto.
Per la vegetazione, si possono utilizzare una grande varietà di vegetali. Basta ricordarsi di evitare piante o cespugli tossici o che posono essere ingeriti dalle tartarughe.
Intorno al laghetto ci dovrà essere una recinzione, non molto alta, ma ben interrata per evitare fughe.

 

Alcune tartarughe sul bordo di un laghetto

 

Laghetto da giardino in pvc

 

Schema per la costruzione di un laghetto da esterno con TELO IN PVC

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