L’ALIMENTAZIONE DELLE TARTARUGHE TERRESTRI


 

L’alimentazione è fondamentale per le tartarughe, soprattutto per la loro salute: sono infatti sensibili agli squilibri alimentari, più che altro per quanto riguarda il calcio e le proteine. Gli errori alimentari possono essere anche causa di morte.

Le informazioni che abbiamo sulla loro alimentazione però è in continua evoluzione, e spesso si trovano informazioni sbagliate sui libri di testo.

Le tartarughe di terra possono essere divise in due grandi gruppi: quelle vegetariane, le più numerose, che si nutron esclusivamente di alimenti vegatali e quelle onnivore, che invece mangiano sia alimenti vegetali, che di origine animale, come insetti, carogne o invertebrati. Non si trovano tartarughe solo carnivore e si deve escludere ogni alimento non naturale per loro.

Per le tartarughe vegetariane, la dieta deve essere basata su alimenti di origine vegatale, ricchi di fibra, vitamine, calcio e pochi grassi e proteine. Il massimo sarebbe lasciarle pascolare liberamente, ma questo necessita di un ampio spazio. Si supplisce a questo con una dieta particolare, fatta di erbe di campo e vegetali in foglia per il 90% e di frutta e ortaggi per il 10% o meno. Tutto deve essere ridotto in pezzi piccoli, in proporzione alla bocca dell’animale, mescolati insieme a un integratore multiminerale e vitaminico che contenga calcio e vitamina D3.

Ci sono specie che hanno bisogno di più frutta, e specie che ne hanno meno bisogno: tutto ovviamente dipende dal tipo di tartaruga che si ha.

Uno dei problemi più evidenti causato dall’errata alimentazione è la deformazione del carapace, come la piramidalizzazione degli scuti (eccessive proteine, squilibrio del rapporto tra calcio, fosforo e vitamina D).

Gli alimenti che comunque vanno evitati per questa specie sono tutte le proteine animalei, i faglioli, i piselli, gli avocado, le banane, il pane, la pasta e i derivati del latte.

Per le tartarughe onnivore, invece, si deve lasciare a disposizione una percentuale di alimenti vegetali simile a quella descritta precedentemente, con l’aggiunta però di quelli di origine animale, quali carni di ottima qualità di tipo magro, pezzetti di carne, lombrichi, larve, lumache, chicciole, grilli. La percentuale di questi alimenti è comunque di solito bassa.

È consigliabile poi l’uso di integratori minerali-vitaminici. Si può evitare solo se la tartaruga sta a pascolare all’aperto, sempre che ci sia un’area adeguata in cui procurarsi tutto il cibo di cui ha bisogno l’animale.
La maggior parte degli intergratori contiene calcio e fosforo in rapporto 2:1, che però non è adeguatp per delle carenze di calcio. Quindi si può arricchire la dieta di calcio con integratori che contengono solo calcio. Per il rifornimento di vitamina D3, invece, la cosa migliore è lascaire che la tartaruga se ne fornisca direttamente dall’esposizione alla luce solare diretta.

Esistono anche delle diete pronte in commercio. Ma non ci sono studi specifici che testano la loto validità. Bisogna quindi ricordarsi che queste diete rappresentano solo una piccolissima percentuale della loro alimentazione.

Altro elemento fondamentale è l’acqua. La sua mancanza può causare gravi problemi di disidratazione, patologie renali, calcoli e gotta. Bisogna che questi animali ce l’abbiano sempre a disposizione. Entrano con tutto il corpo in acqua, aspirandola con le narici, in modo che da un foro che hanno sul palato, passi alla bocca per essere assorbita. Solitamente urinano e defecano contemporamente: per questo l’acqua deve essere sempre lasciata pulitissima. Il recipiente ovviamente deve essere abbastanza largo per permettere i movimenti all’animale, e non deve essere troppo profondo, per evitare eventuali annegamenti.

Trattiamo ora i principali errori alimentari:

1. Carenza di fibra: la fibra è importante perché stimola la motilitò intestinale. In mancanza, si notano delle feci molli o diarrea. La fonte prediletta di fibra è l’erba di campo, graditissima da questi animali.

2. Carenza di calcio: è fondamentale fornirne una giusta quantità e fornire un corretto rapporto tra calcio e fosforo. Questa carenza è accentuata dalla carenza di vitamina D3 e dall’eccesso di proteine e carboidrati.

3. Eccesso di frutta e carboidrati: devono essere evitati, perché sono alimenti estranei alla loro dieta. Anche la frutta di deve somministrare nelle giuste dosi. L’eccesso può portare ad alterazioni digestive, diarrea, coliche e favorisce la proliferazione dei parassiti nel tratto digerente. Essendo energetici, stimolano l’accrescimento, aberrante però, della corazza.

4. Eccesso di alimenti proteici di origine animale e vedetale: l’organismo dell’animale non riesce a digerirli, e quindi possono essere la principale causa di due danni. Può stimolare l’accrescimento eccessivo e rapido, con carenza di calcio: si nota una tipica deformazione del carapace e tutta la corazza si mostrerà schiacciata con una consistenza molle. Oppure, si avranno dei danni ai reni, che dovranno smaltire troppe sostanze derivate dal metabolismo delle proteine. A volte queste patologie possono diventare farali. Molti alimenti di origine animale sono invece ricchi di grasso, e posono portare a problemi di obesità o danni al fegato. Anche l’eccesso di proteine è sconsigliato.

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