L’ALIMENTAZIONE DELLE TARTARUGHE ACQUATICHE

 

In base al tipo di alimentazione, anche quelle acquatiche vengono divise in tre gruppi: quelle carnivore, che si nutrono di animali vertebrati o invertebrati; quelle vegetariane, che si alimentano con vegetali e frutta e quelle onnivore, che hanno un regime alimentare intermedio.

Esistono poi tartarughe che si nutrono di composti organici in decomposizione, come resti di animali morti, feci, scuti mutati di altre tartarughe. Alcune, poi, hanno sviluppato una particolare strategia alimentare, chiamata neustofagia: nuotando lentamente a bocca aperta, filtrano microcrostacei e microalghe che trattengono dopo aver espulso l’acqua in eccesso, mediante le narici.

Alcune tartarughe onnivore, hanno una predilizione per i vegetali ed altre per gli alimenti di origine animale. I vegetali più graditi sono quelli a foglia, come la lattuga romana, la cicoria, il trifoglio, gli spinaci ecc, ma anche le zucchine , le carote e i germogli di soia. Tra i frutti si ricordano le mele, le pere, le arance, la ciligie, le banane, i meloni ecc. sono apprezzati anche i petali di fiori, come rose, nasturzi e l’ibisco. Si nutrono anche delle piante acquatiche, come la castanga d’acqua, le lenticchie di acqua e il crescione.

 


Possiamo fare inoltre un elenco sugli alimenti industriali importanti per l’alimentazione di questi animale.

 
1. Alimenti umidi e secchi per cani e gatti: sono ricchi di vitamina A e non vanno mai somministrati come monoalimento, ma solo ogni tanto. Ci si deve ricordare che sono inquinanti, quindi non vanno somministrati in acqua o nelle vasche.

2. Piccoli invertebrati liofilizzati o surgelati: fanno parte le larve di zanzara rossa, le dafnie, i krill ecc. la liofilizzazione permette la disidratazione dell’alimento, riuscendo a mantenere le qualità dell’alimento fresco; hanno dei problemi con l’umidità e devono essere conservati in ambienti asciutti. Quelli surgelati invece vengono venduti monodose in cubetti.

3. Piccoli invertebrati vivi: come larve di zanzara bianca e rossa, artemie, dafnie. Sono vendute in piccoli sacchetti termosaldati contenenti acqua; si conservano a temperatura ambiente per alcuni giorni.

4. Gemmaridi secchi: non possono essere un’alimentazione completa da soli. Sono piccoli crostacei anfipodi, che vivono nelle nostre acque e che fanno parte del genere Gammarus. Sono importanti perché veicolano agenti patogeni e possono portare all’insorgenza di patologie gravi infettive e infestive.

 

Per quanto riguarda gli integratori vitaminici e minerali, non esistono studi che trattino dei giusti quantitativi di minerali, vitamine e oligoelementi, dia necessario integrare nell’alimentazione delle tartarughe.

Non si deve però mai esagerare, soprattutto nei piccoli in crescita. Si deve quindi saper bilanciare bene con la razione alimentare.

Per il corretto mantenimento delle tartarughe acquatiche, quindi, è importante offrire loro un ambiente ideale, per farli riscaldare, riprodursi, ripararsi ed essere irradiati con raggi ultravioletti A e B.

 

 

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