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Il mondo delle tartarughe riassunto in pratiche schede di presentazione. Conosci abitudini ed alimentazione per un corretto allevamento.
Il letargo delle tartarughe acquatiche
Sono l'energia solare e il fotoperiodo, come rapporto tra le ore di luce e di buio nel corso della giornata, a regolare le attività e la vita delle tartarughe acquatiche e palustri. In natura questi rettili si spostano da aree più calde ad altre più fresche e viceversa: in questo modo si mantiene la temperatura caratteristica per ogni specie.

Baby tartarughe: letargo si, letargo no
Baby tarte: letargo si, letargo no
di
Anna Emme
Quando le temperature si abbassano e le giornate diventano sempre più brevi l'allevatore di tartarughe comincia ad avere il grande dilemma: "le piccoline le mando in letargo o le tengo sveglie? Sono così piccine...... pochi grammi.... e fanno tanta tenerezza.... "
Ma sappiamo esattamente quali sono i pericoli per le tartarughe? I pericoli del letargo e i pericoli nel tenerle sveglie? E sappiamo come evitare i pericoli per le piccine (oltre che per le grandi)?

Un continente di Plastica
CONTINENTE DI PLASTICA
Grande quattro volte l'Italia, galleggia nell'Oceano Pacifico. Cento milioni di tonnellate di materiale si degradano inquinando l'ecosistema
Ha 2.500 chilometri di diametro e ben 30 metri di spessore Rilascia Ddt e diossina, ingerite dai pesci. E da noi che li mangiamo.

Liberazione Caretta Caretta
BARLETTA - Anche il 2010 si apre all'insegna dell'impegno della Guardia Costiera e del WWF a salvaguardia delle specie marine in difficoltà.
A pochi giorni dalla liberazione di due tartarughe al largo di Molfetta, sabato 9 gennaio (OGGI) con inizio alle 09,30 un altro esemplare di Caretta Caretta tornerà a nuotare in mare aperto, questa volta al largo della costa di Barletta.

L'allevamento delle tartarughe acquatiche
L'ALLEVAMENTO DELLE TARTARUGHE ACQUATICHE

Esistono sia tartarughe prettamente acquatiche o semiacquatiche: la distinzione dipende dalla loro dimensione e dall'area di provenienza. Si possono usare diversi tipi di strutture di allevamento.
Quelle tartarughe che provevngono da zone fredde o continentali, dopo aver superato il periodo di quarantena, possono vivere sempre in un luogo aperto; mentre quelle provenienti da zone temperate calde o caldo-umide, possono vivere fuori per certi mesi; infine, quelle delle aree tropicali o equatoriali, si devono allevare in luoghi chiusi per quasi tutto l'anno.
La struttura deve essere congeniale per le dimensioni e le carattestiche della tartaruga: si dovranno infatti spostare nel modo più spontaneo, per mantenere la temperatura corporea preferita.
Questi animali sono molto territoriali, e soprattutto i maschi tendono a lottare fra di loro. È così consigliato far "convivere" un singolo maschio con un harem di femmine, oppure ospitare solo le femmine insieme e solo i maschi da un'altra parte. È invece assolutamente sconsigliato ospitare nella stessa struttura specie di diversi continenti, soprattutto se vengono dal vecchio e dal nuovo mondo.
Le strutture di allevamento sono di due specie: quelle industriali, che sono i terracquari e acquaterrari già pronti per l'uso e quelle artigianali, che vengono progettate e costruite dal terrofilo.
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