Il Centro di Recupero Tartarughe Marine

 Lampedusa

 

 

Il Centro di recupero tartarughe marine di Lampedusa, da 10 anni sull’isola grazie all’impegno e alla dedizione di chi lo ha fatto nascere e lo sta facendo crescere, è stato recentemente trasferito ufficialmente presso la Stazione Marittima, e ospita ogni anno circa duecento tartarughe marine.

 

La maggior parte di queste tartarughe (tutte appartenenti alla specie Caretta caretta) viene accidentalmente catturata con gli ami e con le reti, ed arriva al piccolo ospedale grazie alla preziosa e fondamentale collaborazione dei pescatori di Mazara del Vallo, di qualche operatore a Lampedusa, fra cui fondamentale è il supporto delle Forze dell’Ordine con le vedette a mare della Capitaneria di Porto, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Molte tartarughe arrivano dalla Sicilia, dove la squadra del WWF, specialmente le guardie della Riserva Naturale di Torre Salsa e di Capo Rama, affronta i viaggi di collegamento dalle Capitanerie dove l’animale è stato trasportato al traghetto di Porto Empedocle, con qualsiasi tempo e a qualsiasi orario!

Il Centro di recupero vive grazie all’impegno di volontari, italiani e stranieri, che soprattutto nei mesi estivi coadiuvano il personale presente nelle attività di monitoraggio, recupero, cura e marcatura delle tartarughe marine e nella informazione e sensibilizzazione dei turisti che ogni anno visitano l’isola.

Durante tutto l’anno è però Daniela Freggi, responsabile del Centro, ad occuparsi del piccolo ospedale e delle sue particolari pazienti. E’ da 18 anni che vive a Lampedusa per realizzare il programma di difesa sulle tartarughe che il WWF Italia porta avanti a livello nazionale dal 1985.

Il Progetto Tartarughe Marine del WWF in Italia affronta la questione su due fronti: uno a mare, col recupero, la marcatura e la liberazione di esemplari accidentalmente catturati; il secondo a terra, per riuscire a fornire dati sulla possibilità di recuperare ambienti costieri utili alla nidificazione delle tartarughe.

Il programma di cura, marcatura e liberazione delle tartarughe marine catturate accidentalmente durante le campagne di pesca, spiaggiate o detenute illegalmente in ristoranti o pescherie ha raggiunto ormai buoni risultati in tutta Italia, consentendo di monitorare oltre 5000 tartarughe.
E’ proprio la marcatura degli esemplari – tramite apposite targhette fornite di numero di matricola – che permette, sulla base delle successive ricatture, di studiare la biologia delle tartarughe che nuotano nei nostri mari e di effettuare, quindi, interventi di salvaguardia.
A Lampedusa il Progetto Tartarughe impiega i suoi massimi sforzi. Infatti, grazie alla preziosa collaborazione di alcuni pescatori locali, alla marineria di Mazara del Vallo, ai preziosi volontari, alle vedette di tutte le Forze dell’Ordine molte tartarughe vengono riportate a terra per essere curate e studiate.

L’impegno di molti centri è quello di sensibilizzare il pubblico, ma forse Lampedusa rappresenta un faro nella ricerca italiana sulle tartarughe per la passione, gli sforzi e la preziosa collaborazione con cui volontari, veterinari e biologi portano avanti il sogno di salvare una specie in estinzione.

 

http://www.progettotartarughe.it

 

 

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