Homopus signatus
 
 
(Gmelin, 1789)
 
 
 
 
In inglese: “Speckled padloper” – “Speckled Cape tortoise”.
In francese: “Homopode marquee”.
In spagnolo: “Tortuga manchada”
L’Homopus signatus è considerata la più piccola tartaruga terrestre del mondo.
Appartiene alla famiglia Testudinidae; il nome scientifico le fu dato da Johann Friedrich Gmelin, famoso biologo-botanico-entomologo tedesco (1748-1804) famoso per aver pubblicato nel 1788 una nuova edizione del “Systema naturae” di Linneo arricchendola di molte aggiunte e modifiche (in tale opera rientra appunto l’Homopus).
 
 
CLASSIFICAZIONE
Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Subphylum: Vertebrata
Infraphylum: Gnathostomata
Classe: Reptilia
Sottoclasse: Anapsida
Ordine: Testudines
Sottordine: Cryptodira
Famiglia: Testudinidae
Genere: Homopus
Specie: Signatus

SPECIE:
Homopus areolatus
Homopus femoralis
Homopus boulengeri
Homopus solus
Homopus signatus

Sottospecie dell’ Homopus signatus:
Homopus signatus signatus
Homopus signatus cafer

 
 

  
Alcuni studiosi considerano l’Homopus signatus come un’unica specie, senza distinguere le sottospecie.

DESCRIZIONE DELLE SINGOLE SPECIE

Homopus areolatus

Distribuzione dell’habitat:
Questa specie è originaria del Western Cape e dell’Eastern Cape, regioni meridionali del Sud-Africa.
Predilige ambienti umidi, come pianure e savane. Questa tartaruga non effettua nessun periodo di riposo stagionale.
Il clima dei luoghi in cui vive è caratterizzato da temperature prevalentemente calde per tutto l’anno. Il periodo invernale è caldo umido, con piogge presenti fino alla primavera. In alcune zone è presente un’umidità elevata. Il periodo estivo è caldo-secco.

Caratteristiche:
L’H. aerolatus ha un carapace di colore grigio-marrone-arancione-verde che può raggiungere gli 11/12 cm di lunghezza per un peso di 140/150 gr. Presenta quattro artigli su ogni zampa, ed ha un becco visibilmente appuntito.
Le femmine sono più grandi, con il carapace di colore più scuro e la coda piccola.
I maschi sono più piccoli, con un colore del carapace più chiaro, la testa più grande ed il becco molto appuntito; la coda è più lunga e tozza, e non presentano concavità del piastrone.
Una particolarità: nella stagione riproduttiva il naso di questi esemplari diventa quasi rosso, in maniera molto più evidente nei maschi.
In natura questa tartaruga si nasconde fra le rocce e si mimetizza con il fogliame della vegetazione, per proteggersi da eventuali predatori.

Vita in cattività:
Specie in fase di studio, l’H. aerolatus si adatta bene alla cattività, almeno dopo una prima fase di ambientamento.

Homopus Femoralis

Distribuzione dell’habitat:
Questa specie è originaria della parte centro-meridionale del Sud-Africa e al sud del Lesotho.
Predilige montagne, savane, praterie e zone rocciose con un’umidità relativamente alta.
Il clima di questi luoghi è caratterizzato da inverni freschi (o freddi) ed estati calde e piovose.
Questa è l’unica specie fra le Homopus che, durante l’inverno, può effettuare un riposo stagionale, favorito dal calo delle temperature.

Caratteristiche:
Questa tartaruga è considerata la più grande fra le specie di Homopus.
Ha il carapace di colore arancione e marrone, con un contorno nero ai margini di ogni scuto.
Presenta quattro artigli, sia sulle zampe anteriori che su quelle posteriori.
Può raggiungere i 15/17 cm di dimensione, per un peso di 165/180 gr circa.
I maschi sono più piccoli delle femmine, e presentano un bordo del carapace più scuro e marcato nei primi anni di vita; il loro piastrone non presenta concavità.
Le femmine possono deporre fino a tre uova.

Vita in cattività:
Questa specie potrebbe non adattarsi in cattività, a causa della sua particolare dieta (si alimenta solamente di piante specifiche del territorio d’origine) e dei vari climi, che bisogna ricreare rigorosamente corrispondenti a quelli del suo habitat naturale. Bisogna considerare anche il riposo stagionale, ovvero una sorta di letargo/bruma (il letargo o bruma che possono effettuare le Homopus femoralis è ancora in fase di studio per poter determinare nello specifico la condizione).
Tuttavia la specie è allevata è riprodotta in cattività dalla Homopus Research Foundation.

Homopus boulengeri

Distribuzione dell’habitat:
Questa specie è originaria del Nama Karoo, in Sud Africa; un territorio notoriamente arido, caratterizzato da vegetazione di bassi arbusti e piante succulente, radicate in substrati sabbiosi e terreni argillosi.
Il clima è arido/secco, con temperature che oscillano notevolmente fra una stagione e l’altra, con picchi oltre i 30 gradi nel periodo caldo e con minime intorno allo zero nel periodo freddo.
Le piogge si verificano solo in brevi periodi nella stagione calda.
Questa tartaruga in natura dimora in anfratti rocciosi, dove sosta per molto tempo; la si osserva uscire poco prima di un temporale, per bere ed idratarsi.

Caratteristiche:
Questa specie misura dai 10 ai 13 cm, per un peso di 100/150gr. Il carapace presenta dei colori che vanno dal giallo al rosso scuro, fino al marrone. Presenta cinque artigli sulle zampe anteriori e quattro artigli sulle zampe posteriori.
I maschi sono più piccoli delle femmine, e presentano una forma concava del piastrone ed una coda più lunga e tozza.
Le femmine depongono un solo uovo.

Vita in cattività:
Questa specie è ancora in fase di studio.
Si ritiene che sia difficile la sua sopravvivenza in cattività, a causa delle problematiche di adattamento climatico ed alimentare. Tuttavia alcuni studiosi ritengono possibile l’allevamento, se si rispettano i bisogni indispensabili di questa specie.
Gli esperti e gli studiosi del settore hanno riscontrato abitudini simili a quelle delle Homopus signatus allevate in cattività.

Homopus solus

Distribuzione dell’habitat:
Questa specie è originaria della Namibia. Il clima della regione è semi-arido/desertico, e presenta un’elevata variabilità da una stagione all’altra. Le temperature superano i 40 gradi nel periodo caldo, mentre nella stagione fresca vi è una forte escursione notturna e le temperature possono scendere sotto lo zero.
La stagione delle piogge è concentrata soprattutto nei mesi che vanno da gennaio a marzo.
La vegetazione è secca e spinosa; è caratterizzata, per la maggior parte, da piante succulente delle quali la tartaruga si nutre.

Caratteristiche:
Le Homopus solus misurano circa 15 cm. Il carapace è di colore arancione/marrone scuro o chiaro. Su ogni scuto è presente un contorno di colore nero.
I maschi presentano un piastrone leggermente concavo.
Le femmine depongono un solo uovo.

Vita in cattività:
Questa specie è ancora in fase di studio.
La stabulazione deve necessariamente rispettare tutti i parametri di temperatura e umidità stagionale e l’alimentazione deve essere quanto più varia possibile, simile a quella in natura.

Sottospecie:
-Homopus signatus signatus, originaria del Namaqualand, nella parte settentrionale del Sud Africa, e nei pressi del confine con la Namibia, ad ovest della città di Springbok. Si differenzia per il colore del carapace più scuro; presenta macchie nere e raggi di colore giallo/marrone chiaro e ha i margini del carapace più seghettati.
Il piastrone ha un colore più chiaro.
I maschi della specie presentano più macchie nere.
Le femmine, invece, hanno un carapace più scuro e presentano più raggi.

Homopus signatus cafer, in precedenza Homopus signatus peersi, che vive nel sud del Namaqualand, vicino a Città del Capo (da qui il nome inglese di Speckled Cape Tortoise). In questa sottospecie, la placca nucale è meno larga che lunga; il colore del carapace è più chiaro e va, tendenzialmente, dall’arancione/rosa salmone al rosso chiaro, e presenta una punteggiatura finissima di colore nero. Il piastrone ha un colore più scuro.

HOMOPUS SIGNATUS

PRESENTAZIONE

L’Homopus signatus è un vero gioello in miniatura che la natura ci offre da ammirare.
Questa piccola tartaruga è una specie in via di estinzione, per i seguenti motivi:
1)Clima dell’Habitat prevalentemente arido-secco, con scarse precipitazioni, dovuto ai cambiamenti climatici degli ultimi tempi.
2)Incidenti stradali
3)Vegetazione molto limitata, a causa dei pascoli e per la presenza di miniere, che innalzano polveri a discapito della vegetazione.
4)Bracconaggio (catture illegali)
5)Predazione da parte degli altri animali
Il governo del Sud-Africa ne ha vietato l’esportazione. E’ stata inserita nel libro rosso per le specie rare e protette. Attualmente è stata concessa l’esportazione solo per studio e riproduzione alla fondazione: Homopus Research Foundation (dal 1995) gestita da Victor Loher, il quale a sua volta concede gli affidi ai privati, a titolo gratuito, per la conservazione della specie.
Gli eventuali nascituri appartengono al governo del Sud-Africa, che demanda la gestione degli affidi alla fondazione, che a sua volta li cede, sempre gratuitamente, a persone qualificate e con esperienza, responsabili e capaci di portare avanti il progetto.
Gli affidi si svolgono firmando un contratto e comunicando i vari aggiornamenti alla fondazione, per la registrazione nel libro genealogico. Gli accoppiamenti fra consanguinei sono vietati.

 

CARATTERISTICHE FISICHE E CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI

Questa tartaruga è stata riconosciuta come la specie più piccola del mondo, almeno tra quelle attualmente conosciute.
I maschi misurano circa 6/8 cm, per un peso di 90/95gr.
Le femmine misurano circa 10cm, per un peso di 160/165gr; si distinguono dai maschi per la forma più larga.
Ha un carapace appiattito che presenta una lieve bombatura. Il colore varia dal marrone-arancione fino al rosso scuro.
Presenta delle punteggiature di colore nero.
Le zampe anteriori sono dotate di cinque artigli. I margini del carapace sono leggermente seghettati.

La Homopus signatus è una specie molto timida e schiva, difficilmente si può riuscire ad ammirarla da vicino, perché tende a scappare o a rimanere nascosta.
Si stressa con molta facilità, andando incontro a problemi di salute e sviluppando patologie non semplici da curare viste le dimensioni.
È consigliato allevare un maschio con più femmine (due/tre) per l’indole aggressiva che mostra, soprattutto nel periodo riproduttivo, nei confronti di altri maschi.
Nell’allevamento di questa meravigliosa specie, vanno considerati e rispettati rigorosamente i punti principali fra i quali: Ciclo stagionale e alimentazione.
Sono specie fra le più delicate, essendo perlopiù tartarughe WC (catturate in natura) che si adattano con difficoltà alla cattività. Se ne sconsiglia la gestione ai neofiti.

 
 
 
 
 
HABITAT D’ORIGINE E COMPORTAMENTO IN NATURA

Questa specie è originaria del Sud-Africa occidentale, più precisamente occupa il territorio di Little Namaqualand.
Il clima della zona è caratterizzato da un’estate torrida e secca; le temperature possono arrivare oltre i 40 gradi, mentre l’inverno è fresco e poco più umido. Le temperature di notte possono scendere sotto lo zero, per questo le Homopus usano fare molto basking durante il giorno, per incamerare quanto più calore possibile e mantenere alta la temperatura corporea, in maniera tale da difendersi dalle notti più fredde.
La vegetazione dei luoghi in cui vive questa tartaruga è costituita da arbusti e piante succulente, che dimorano fra le rocce. Alcune di esse, di cui la tartaruga principalmente si alimenta, sono: Bowiea volubilis, Ophthalmophyllum haramoepense, Senecio cephalophorus, ecc…
Le brevi e lievi piogge sono presenti fra agosto e settembre (periodo primaverile) e favoriscono una maggiore varietà di vegetazione in questo territorio prevalentemente roccioso.

Comportamento in natura

In natura è solita scalare altopiani rocciosi e rifugiarsi, passando attraverso anfratti, fra una cavità e l’altra di fessure e crepacci, tanto che il carapace ne sfiora il soffitto.
I nascondigli fungono da riparo per le ore più calde della giornata, per le notti fredde e per gli eventuali pericoli della natura, come i predatori. All’interno di essi si osserva non più di un singolo esemplare viverci.
In natura è noto un periodo di estivazione, nella stagione più calda, quando le temperature sono molto elevate e superano i 40 gradi.
Durante la stagione fresca, invece, è nota una maggiore attività degli esemplari, soprattutto quando sono presenti le piogge; in tale periodo si verificano anche gli accoppiamenti.
La maturità sessuale è raggiunta intorno al decimo/dodicesimo anno di età (in natura).
Le femmine, durante la deposizione, scavano sotto gli arbusti o sotto le rocce delle buche poco profonde, non superiori ai 10cm, adatte ad ospitare un solo uovo.

ALLEVAMENTO ( OUTDOOR E INDOOR)

Premessa

Se non si ha particolare esperienza con le Homopus, si consiglia l’allevamento esclusivo in terrario, perché diversamente questa specie, essendo delicata e molto suscettibile, potrebbe risentirne.
Il possesso di questa tartaruga non rappresenta soltanto un privilegio, ma una grande responsabilità.
Attualmente l’allevamento, il mantenimento e la riproduzione di questa specie sono ancora in fase di studio.

Allevamento outdoor

Gli studiosi ed esperti della specie possono tentare l’allevamento all’esterno, sempre che gli esemplari siano ben acclimatati e da diverso tempo in cattività (meglio ancora se si tratta di esemplari nati in cattività). Naturalmente si escludono gli esemplari baby, che sono sensibili alle temperature ed all’umidità elevata ed hanno piuttosto bisogno di parametri precisi e di essere monitorati frequentemente.

L’allevamento all’esterno richiede un giardino con un’ottima esposizione solare e con le seguenti precauzioni:

1) Un recinto, di idonee dimensioni, con rete metallica a maglie strette che protegga tutti i lati (anche sopra e sotto), onde evitare attacchi da parte di altri animali, considerando le dimensioni mini della specie.

2) Pannelli in PVC, lungo tutto il bordo del recinto, per evitare che la tartaruga si arrampichi attraverso la rete, come sua natura.

3) Vari rifugi, come casette in legno, pietre di tufo, vasi rovesciati e strutture in pietra, messe a disposizione in vari angoli del recinto.

4) Vegetazione varia per l’alimentazione della tartaruga, costituita da tantissime piante succulente ed erbette e fiori di campo quali ibiscus, tarassaco, fiori di cicoria, ecc…

5) Piante varie, che fungano da ripari e zone d’ombra; ottimo è il rosmarino strisciante e varie piante aromatiche.

6) Un sottovaso con dell’acqua deve essere sempre presente e va collocato in un posto fresco del recinto.

Le tartarughe vanno alloggiate all’esterno quando le temperature non scendono sotto i 20 gradi la notte. A fine estate è possibile, per un breve periodo, simulare le piogge, se le temperature lo permettono. Sono consigliate temperature fresche-miti (dai 25/27 gradi) e non eccessivamente calde.

Allevamento indoor

Le misure del terrario variano a seconda del numero degli esemplari; per un trio si necessita di dimensioni minime di 120x60x50/60cm, considerando i diversi gradienti termici che bisogna ricreare e la natura della tartaruga nello scalare le superfici.
Inoltre va ricreata una struttura fatta in pietra o usando la corteccia, quest’ultima preferita dalle tartarughe, perché mantiene un tasso di umidità maggiore rispetto alle pietre, sia durante che dopo le nebulizzate.
La struttura deve naturalmente prevedere fessure strette, idonee a costituire rifugi e nascondigli, come avviene nell’habitat d’origine.
Il substrato da porre nei terrari è la fibra di cocco mista a torba, precedentemente fatta asciugare al sole. Si possono aggiungere delle rocce sul fondo per completare l’ambiente dove è ospite la tartaruga.
Un sottovaso con un po’ d’acqua deve essere sempre presente, in un lato fresco del terrario.

ILLUMINAZIONE E RISCALDAMENTO

L’illuminazione è fornita da un tubo al neon con UVB 10%, non più distante di 20/25cm dal substrato.
Il riscaldamento è dato dalle lampade ad alta concentrazione di UVB, come le Solar Raptor.

Per i terrari più spaziosi è consigliato avere più punti di basking, con le Solar Raptor spot e flood, in modo da ottenere calore, UVB e luce simili a quelli solari. Si possono scegliere lampade di diversa potenza (Watt) in base alle temperature consigliate, formando diversi gradienti termici, simulando quelli del luogo d’origine della specie.
Per la notte si consiglia una lampada termostatata, se non si arriva alla temperatura raccomandata.

Ciclo stagionale (periodo estivo, stagione secca)
Fotoperiodo : 12 ore
Punto basking: 45 gradi
Punto fresco: 25/26 gradi
Notte: 20 gradi
Si consiglia una leggera nebulizzata una volta a settimana, sugli arredi.
Per gli esemplari baby si consiglia una leggera nebulizzata almeno 2 volte a settimana, sugli arredi.

Ciclo stagionale (periodo invernale, stagione umida)
Fotoperiodo : 8 ore
Punto basking: 28/30 gradi
Punto fresco: 20/22 gradi
Notte: 15 gradi
Si consigliano nebulizzate sugli arredi 4/5 volte a settimana

N.B. Nel periodo estivo è noto un rallentamento delle attività delle tartarughe, che restano gran parte della giornata nascoste, nutrendosi più di rado; si tratta di una sorta di estivazione.
Al contrario, nel periodo invernale, si nota più attività e maggiore crescita; le tartarughe si alimentano molto frequentemente e gli adulti si accoppiano, favoriti dalle fresche temperature e dalla maggiore umidità.

ALIMENTAZIONE E INTEGRAZIONE

L’alimentazione è costituita in maggioranza da erbe selvatiche, quali: piantaggine, trifoglio, tarassaco, borragine, ortica, malva, ecc… e fiori di campo come margherite, ibisco, violette africane, bignonia, ecc. Sono gradite, soprattutto dagli esemplari di cattura, quelle piante succulente adatte per l’alimentazione delle tartarughe, come: aloe vera, sedum, portulaca, crassula, ecc. Agli esemplari CB (nati in cattività) si possono offrire, per brevi periodi, verdure come indivia e radicchi, precedentemente fatti essiccare, mentre gli esemplari WC possono anche rifiutare di nutrirsi di tali verdure, rimanendo fedeli all’alimentazione in natura, costituita in maggioranza da erbe spontanee e piante succulente.

Integrazione

Come integrazione è fondamentale offrire sempre l’osso di seppia.
Una volta a settimana si consiglia una lieve spolverata di calcio+D3, essendo tartarughe dal carapace “delicato” e soggette all’allevamento permanente in terrario.
Sospendere tale integrazione nel caso in cui le tartarughe siano alloggiate all’esterno, in giardino.
Il mutivitaminico è possibile somministrarlo solo in alcuni brevi periodi che concidono con il risveglio dall’estivazione; una dose ogni venti giorni circa, per un paio di mesi. E’ possibile prolungare questo integratore per le femmine gravide, per gli esemplari baby e per le tartarughe in fase di convalescenza e di ambientamento.

 
 
 
DIMORFISMO

I maschi della specie sono piccoli, hanno un piastrone concavo e la coda più lunga e tozza.
Le femmine sono più grandi, hanno un piastrone più piatto e la coda più piccola.
I sessi è possibile distinguerli intorno al secondo anno di età.

ACCOPPIAMENTO E RIPRODUZIONE

La maturità sessuale avviene per entrambi i sessi intorno al quarto anno di età.
Gli accoppiamenti avvengono durante la stagione umida.
La femmina depone un solo uovo, molto grande, in zone limitrofe alle rocce, talvolta scavando una buca profonda pochi centimetri.
Le uova vanno incubate in apposite incubatrici, con un ciclo di 12 ore a 27/31 gradi e di altre 12 ore a 24/25 gradi (i dati descritti sono approssimativi, basati più o meno sulle condizioni climatiche del loro habitat d’origine; la riproduzione è ancora in fase di studio e aggiornamento specifico per ogni singola specie).
Le schiuse sono previste intorno ai 4 mesi.

CURA DEI PICCOLI

I baby Homopus sono soggetti a disidratazione frequente con morte certa.
Si consiglia di mantenerli con un substrato leggermente inumidito per i primi tempi.
Il bagnetto va fatto quotidianamente, per pochi minuti, per permettere ai baby di bere e idratarsi.
L’alimentazione è simile a quella degli adulti, e può succedere che comincino ad alimentarsi poco dopo le 48 ore dalla nascita.

STATO GIURIDICO

La specie è inserita in Appendice II della Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.) ed in Allegato B del Reg. (CE) n. 338/97 e successive modifiche ed integrazioni.
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (U.I.C.N.) pone tale specie nella Lista rossa, classificandola come NT, vale a dire Near Threatened, cioè “prossima alla minaccia”. Ciò sta a significare, in base a tale qualificazione, che l’Homopus signatus è tale da poter essere considerata specie minacciata in un prossimo futuro.

 

Testo a cura di Doriana Napolitano
Le foto dell’Homopus signatus appartengono a TartaWeb
Le foto delle piante sono tratte da: https://enjoysucculents.wordpress.com
La foto dell’habitat di origine (Namaqualand) è tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Namaqualand

WWW.TARTAWEB.IT
 

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