CLAUDIUS ANGUSTATUS
 
 
(Cope, 1865)
 
CLASSIFICAZIONE
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Sottoclasse Anapsida
Ordine Testudines
Sottordine Cryptodira
Superfamiglia Trionychoidea
Famiglia Kinosternidae
Sottofamiglia Staurotypinae
Genere Claudius
Specie Claudius angustatus
ORIGINE E HABITAT
E’ una specie endemica del Centro America, e precisamente con un areale di distribuzione nel nord del Guatemala, Yucatan, nel Messico centro-meridionale fino al Belize. Particolarmente presente nello Stato di Veracruz dove se ne trova una varietà più piccola con dimensioni che non vanno oltre i 12 cm.
Il suo habitat è a basse quote (non superiori ai 300 mt.) in aree con praterie allagate stagionalmente, comunque con zone idriche non profonde e con fondo morbido e fangoso come paludi, stagni e piccoli corsi d’acqua a flusso lento. Quando queste fonti d’acqua sono prosciugate a causa della stagione secca la Claudius angustatus fa estivazione sotterrandosi nel fango e ritornando attiva nella stagione delle piogge.

CARATTERISTICHE
Sono tartarughe di piccole dimensioni con una lunghezza che va dai 14 ai 16 cm.
Il carapace ha forma ovoidale e bombata e una colorazione generalmente marrone scuro o marrone giallastro, anche se può cambiare da esemplare a esemplare; alcune trovate in natura mantengono ad esempio sul carapace la presenza di alghe filamentose a causa della lunga presenza in acqua.
Il piastrone risulta di dimensioni particolarmente ridotte con una colorazione giallo acceso. Una particolarità della Claudius angustatus rispetto ad altre specie della famiglia Kinosternidae è l’assenza di cerniera nel piastrone e la quasi totale mancanza del ponte di collegamento tra carapace e piastrone che è infatti costituito da un semplice legamento.
La pelle non ha una colorazione uniforme per tutti gli esemplari, può variare da tonalità di grigio molto scuro tendente al nero o al marrone a toni invece decisamente più chiari del color crema.
Gli arti sono di colore grigio-marrone con dita palmate.
Caratteristica la testa tozza e di grosse dimensioni con dei puntini neri e con mascelle molto importanti; sulla ranfoteca sono individuabili tre sporgenze rigide che sembrano dei denti in effetti utilizzate per prendere prede dal corpo molle come ad esempio le rane che vivono negli stessi ambienti. Sul mento due barbigli utili sempre per stanare e predare animali nel fondo fango-melmoso.
DIMORFISMO
Si rende chiaro in età adulta: i maschi hanno una coda più lunga e larga degli esemplari femmina nei quali invece è sottile e più corta; nei maschi l’apertura cloacale è fuori dai margini dello scudo sopracaudale.
I maschi sono più grandi (16 cm. circa) rispetto alle femmine (15 cm.).
RIPRODUZIONE
E’ una specie sempre attiva in cattività dunque accoppiamento e riproduzione possono avvenire durante tutto l’anno. La femmina compie generalmente 2-3 covate nell’arco dell’anno deponendo all’incirca ogni volta 5-8 uova. In natura depone le sue uova nella vegetazione, non scavando nel terreno, mentre in cattività le uova devo essere incubate su vermiculite inumidita con un rapporto di 1:1 per garantire un’alta percentuale di umidità che deve essere tra l’80 e il 90%. Il periodo di incubazione è variabile dal momento che l’embrione compie momenti di diapausa. Se l’incubazione inizia con temperature più basse (18°-22°) per poi aumentare successivamente (25°-28°) l’embrione si svilupperà in maniera costante; nel caso in cui si proceda subito con incubatore ad alte temperature dopo la deposizione allora si può constatare un ritardo, la stagnazione, nello sviluppo embrionale.
In linea di massima le uova si schiudono dopo 100 giorni se tenute ad una temperatura di 28° e 150 giorni con temperatura costante a 25°.
ALLEVAMENTO
Dimostreranno di avere un carattere piuttosto aggressivo anche verso i loro simili dunque se ne sconsiglia l’allevamento con altri animali e talvolta anche coi suoi simili. Si adatta bene alla vita in cattività a patto che si creino le adeguate condizioni ambientali per rispettarne le esigenze.
E’ consigliabile allevare la Claudius angustatus in acque basse e calme dove può camminare sul fondo facendo emergere la testa per respirare, nonostante l’agilità nel nuoto; è bene inserire piante acquatiche che assolvono alla duplice funzione di appigli e nascondigli. Non necessita di terracquari eccessivamente grandi poichè non raggiunge grosse dimensioni e anche perché per via del suo carattere aggressivo deve essere allevata da sola. E’ fondamentale comunque fornire gli spazi e le dimensioni adeguate per farla vivere bene. Non è necessario il sub-strato ma dal momento che in natura si muove su fondi fangosi, se si vuole si può riprodurre un fondo con sabbia fine; la giusta temperatura dell’acqua è tra i 24° e i 26°. In natura questa specie non entra in ibernazione ma nel periodo più caldo può entrare in estivazione, si può pertanto simulare l’estivazione per favorirne l’accoppiamento.
ALIMENTAZIONE
Specie sostanzialmente carnivora e vorace, si nutre in natura di molluschi, insetti vermi e principalmente pesci e anfibi. L’alimentazione consigliata in cattività deve essere equilibrata: chiocciole, lombrichi,coleotteri, grilli, piccoli anfibi, pesci interi,camole, limacce caimani e crostacei. Di tanto in tanto si può integrare con cuore e fegato di pollo o coniglio e carni bianche macinate. In cattività crescono molto rapidamente dunque i giovani esemplari devono essere nutriti con alimenti proteici ricchi di calcio e vitamine (consigliati animali vivi). E’ bene non alimentare molto questa tartaruga che tende all’obesità a causa dello scarso movimento e si consigliano pertanto anche giornate di digiuno.
LEGISLAZIONE
E’ una specie non soggetta a certificati CITES ed è di libera vendita.
 
 
 
 
 
 
Autore : Marco Marsili
www.TartaWeb.it

 

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