Chelodina longicollis

Shaw,1974
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Reptilia
Ordine: Testudines
Famiglia: Chelidae
Genere: Chelodina
Specie: Chelodina longicollis
Non esistono sottospecie
Nome Comune: Tartaruga a collo di serpente
Distribuzione ed habitat
Specie presente nel sud-est dell’Australia, il suo areale va da Townsville a Adelaide. Vive nei bacini, nelle anse dei fiumi e nei piccoli laghi prediligendo appunto le acque a lento scorrimento ricche di vegetazione acquatica soprattutto galleggiante dove riesce a mimetizzarsi facendo floating. Piccole popolazioni sono presenti anche nell’isola di Fraser dove è possibile trovare anche altre specie di Chelodina come Macrochelodina espansa.
Dimensioni e caratteristiche fisiche
Tartaruga dal collo lungo quanto la lunghezza del carapace, essa fa parte del sottordine dei Pleurodiri pertanto non rientra il collo all’interno del carapace ma lo ripiega sul lato indifferentemente verso destra o sinistra. Raggiunge medie dimensioni, circa 28 cm per esemplari di sesso femminile, leggermente più piccoli i maschi i quali arrivano a sfiorare una lunghezza di carapace di 20 cm. Abilissima cacciatrice e nuotatrice sfrutta la lunghezza del suo collo per afferrare le prede sott’acqua; è una specie prettamente diurna dunque si alimenta al mattino mentre la sera dorme sul fondo o aggrappata ad un ramo o tronco che la faccia sentire al riparo da predatori. Ha un carapace di forma appiattita generalmente molto scuro che va dal marrone al nero, un piastrone molto chiaro con linee più scure che seguono i margini delle placche. Altra caratteristica di questa specie è lo scuto intergulare che non separa completamente i due scuti gulari dando forma così ad uno scuto pettorale a forma esagonale. A differenza delle femmine il maschio presenta una coda molto più lunga e tozza ed un piastrone concavo e scaglie anali a forma di V; quelle delle femmine si presentano più arrotondate.

Allevamento
Viste le dimensioni che raggiunge da adulta ma soprattutto le sue abitudini quasi prettamente acquatiche è bene dedicare molto spazio al nuoto allestendo acquari ampi dotati di una piccola zona emersa accompagnata da lampada spot che possa ricreare una temperatura di 28°C. La temperatura dell’acqua deve essere mantenuta, tramite termoriscaldatore, entro un range che può andare dai 23°C ai 25°C. Vista la predisposizione ad ammalarsi di patologie micotiche è buona norma aggiungere del sale all’interno del volume d’acqua (circa 5 gr. per Lt.). La misura ideale di un acquario per allevare all’interno una coppia di Chelodina longicollis è di 180 x 120 per un’altezza di almeno 70 cm, tuttavia è sempre necessario tenere pronto un altro acquario per separare il maschio in caso di liti o corteggiamenti troppo insistenti. Il sub-strato ideale è la sabbia che, in caso di ingerimento, non provocherà pericolose costipazioni ma verrà facilmente espulsa dall’animale. Per ricreare meglio l’habitat naturale sarebbe fondamentale dotare il nostro acquario di piante galleggianti; quelle finte di plastica sono ideali perché non sono di intralcio al sistema di filtraggio e possono essere pulite facilmente durante le operazioni di manutenzione del nostro set-up. Un buon filtro esterno, sovradimensionato di circa tre volte il volume d’acqua da filtrare, servirà a mantenere l’acqua pulita ma, frequenti cambi parziali di acqua (circa un terzo del volume) aiuteranno il sistema di filtraggio biologico. Esemplari adulti, se ben acclimatati, possono trascorrere tutto l’anno all’esterno in laghetti di profondità minima di 1 mt con fondale sabbioso o meglio ancora melmoso. Tale fondale verrà sfruttato durante la stagione invernale per interrarsi e sfuggire così alle basse temperature. Il mio consiglio è comunque, vista la rigidità degli inverni in alcune regioni, di far trascorrere durante l’inverno un letargo controllato in cassoni con poca acqua in ambienti al coperto con una temperatura costante compresa tra i 5°C ed i 12°C.
Come alimentazione, in quanto specie quasi esclusivamente carnivora, offriremo pesce e crostacei, che saranno la base della dieta alternando ogni tanto con carne bianca e lombrichi, camole della farina o caimani. Talvolta possiamo provare ad offrire anche vegetali, questi andrebbero offerti almeno dopo giorni di digiuno. I pasti devono essere suddivisi nell’arco della settimana facendo osservare, per esemplari adulti, almeno tre giorni di digiuno; un’alimentazione a giorni alterni è dunque la più consigliata.

Riproduzione
Depongono solitamente nei mesi di novembre e dicembre da 6 a 12 uova; la temperatura di incubazione è di 30°C ad un’umidità dell’80%. Studi hanno riportato che la temperatura di incubazione non influisce sul sesso dei nascituri.

Status
Questa specie non è considerata a rischio pertanto è di libera vendita.
 
Autore:Marco Marsili
www.TartaWeb.it

 

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